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Verità, amore e tempo

21 Ott

thehateugivecoverTutti stanno parlando di The Hate U Give, vuoi per i premi che ha collezionato, vuoi per il film in uscita…Quel che è certo è che il romanzo d’esordio di Angie Thomas ha lasciato il segno, toccando un nervo scoperto della società statunitense. Razzismo e police brutality sono temi caldi, anzi bollenti, e T.H.U.G. non fa sconti a nessuno nell’affrontarli. Perno della vicenda, che ruota attorno all’omicidio di un ragazzo afroamericano per mano di un poliziotto, è il coraggio della verità, quella che solo Starr, la giovane protagonista, conosce e può rivelare: nella recensione realizzata a gennaio 2018 potete trovare alcune mie riflessioni su questa intensa narrazione, che sicuramente merita di essere letta  e approfondita.

laformadellacquacoverL’amore coniugato in tutte le sue forme vince sull’odio cieco e sul pregiudizio nella meravigliosa fiaba La Forma dell’Acqua. Il libro scritto da Guillermo del Toro e Daniel Kraus mi ha davvero colpita, facendomi macinare pensieri su pensieri per almeno tre mesi dall’uscita del film vincitore di quattro premi Oscar. Anche in questo caso si parla di razzismo e violenza, ma anche di etica e scienza, comunicazione e linguaggio, e di tutto quello che fa di noi degli “esseri umani”, degni di rispetto, cura e diritti. Ne parlo nella recensione di aprile 2018. Un libro che si può apprezzare o meno in relazione agli aspetti più fantasiosi e onirici, si fa portatore di ideali essenziali.

 

fermareiltempoIl tempo si fa percepire in modi ben strani, se sei un uomo di 436 anni tormentato dal passato e con un unico obbiettivo: ritrovare la figlia perduta. Tom Hazard è il longevo protagonista di Come Fermare il Tempo, che  ormai immagino con l’affascinante volto di Benedict Cumberbatch.  L’ultimo romanzo di Matt Haig ci porta a spasso nei secoli facendoci incontrare personaggi storici eccezionali, alcuni inventati e altri noti. Una lettura che ho trovato estremamente piacevole e interessante, in grado di far viaggiare il lettore in epoche e luoghi differenti con estrema facilità, nel giro di poche pagine. La recensione di ottobre 2018 vi aspetta con altri dettagli!

Personalmente mi ricorderò di questo libro per un episodio in particolare, legato a un paragrafo che ha ridotto me e mia sorella alle lacrime… dal ridere! 

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Ottobre 2017 – Le Otto Montagne

26 Ott

Titolo : Le Otto Montagne

autore: Paolo Cognetti

casa editrice: Enaudi, 2016

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E’ una storia essenziale e profonda ad aver vinto quest’anno il Premio Strega: parliamo del libro Le Otto Montagne di Paolo Cognetti, edito da Enaudi nel 2016. In quasi duecento pagine, il racconto della vita di una famiglia e di due amici, che si sviluppa all’ombra delle Alpi. Scorre veloce, ma nella sua apparente semplicità scava a fondo, sa di verità, e poggia su un linguaggio limpido, che senza mai cercare di darsi un tono ci offre poche ma importanti metafore, dal senso tangibile: luccicano appena nella pagina, come luccica a tratti il ghiaccio sulla vetta. Ascoltiamo Pietro Guasti, un ragazzino che, tra salite e discese sul fianco della sua Montagna, diventa uomo. Lo osserviamo procedere un passo avanti all’altro e farsi forza trattenendo i conati, con suo padre alle spalle a vegliare sull’arduo cammino, che non prevede pause di ristoro. Una fatica da matti, per conquistare la cima e per tornare all’origine, a quella sorgente che è madre del futuro, così come il ghiacciaio, contenitore di inverni passati, è padre del ricordo. Domina il silenzio, il non detto, spezzato nella prima parte solo ogni tanto da scambi brevi e duri, tra Pietro e suo padre Gianni, e tra Pietro e Bruno, il suo più caro amico; gli uomini non si parlano mai troppo, a volte quasi per niente. Fanno passare anni, senza dirsi nulla, forse senza mai capirsi davvero, ma al ritrovarsi è come se non fosse trascorso un secondo, nonostante l’allargarsi delle conoscenze e degli affetti, e l’aumentare di rughe, occhiaie, capelli e pensieri grigi. In mezzo, il lavoro di cucito di una donna che tende ai loro legami affettivi come fossero cuccioli da accudire. Ed ecco che i brevi dialoghi piano piano si trasformano in discorsi, i non detti tentano sbocchi e percorsi nuovi per venire a galla, assumono la forma di progetti. Questa è una storia di uomini che amano così intensamente la roccia che tocca il cielo, al di là del bosco, da non poter vivere da nessun’altra parte: la montagna crea una barriera fisica tra loro e la società cittadina, di pianura, col traffico e l’inquinamento, il sovraffollamento, la frenesia continua. La montagna è un rifugio per solitari che impone il suo tributo, in un modo o nell’altro: non offre al cuore alcuna via di scampo, lo lascia scoperto, che sia a godere del calore di una vecchia stufa, con a fianco un amico, o al gelo di un inverno senza fine. Quello che più colpisce, nella scrittura di Cognetti, oltre alla suggestione di un romanzo che ha il sapore di un’autobiografia, sono le descrizioni. La Montagna non è solo l’ambiente, è il personaggio. E’ abete, cembro, ghiaccio, neve, pascolo, larice, rododendro. E’ una serie di nomi precisi, come “berio”, pietraia, che danno al racconto una vera e propria fisicità, e a noi l’impressione di avere a che fare con un corpo e di poterlo toccare con mano. Nel suo blog, paolocognetti.blogspot.it, l’autore definisce così la questione, in un dialogo con Lars Mytting (Norwegian Wood, Sedici Alberi) :

“Dovremmo essere esponenti di un nuovo nature writing, […] un bisogno condiviso di uscire dalle città e recuperare ciò che abbiamo dimenticato là fuori. Ma sappiamo entrambi che la natura esiste solo nella testa dei cittadini. Per chi ci vive in mezzo la natura che cos’è? Un campo coltivato, un bosco di cui l’uomo taglia gli alberi, una costa modellata dal lavoro, una montagna abitata e poi inselvatichita: la cosiddetta natura è un mondo di segni e di nomi, di storie, di relazioni, per questo entrambi preferiamo la parola paesaggio. E “scrittura del paesaggio” è una definizione che potrebbe andarci bene.”

Commento personale: leggere Le Otto Montagne è stato un assoluto piacere. Mi è sembrato di non aver mai conosciuto davvero la montagna, prima di aver letto questo libro. Lodo la sua grande sensibilità, il suo saper emozionare e suscitare meraviglia, per non parlare della bellezza e della sostanza del suo stile narrativo, capace di offrire sensazioni tattili e visive molto precise. Mi ha fatto desiderare di infilare gli scarponi e partire.

 

*questo articolo è contenuto nel n. 65 del giornale interscolastico di Treviso

Leggere il mondo : la storia di Ann Morgan

4 Mar

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Festeggio in questa giornata il World Book Day con particolare gioia, perché ho la possibilità di condividere con voi la storia di un’appassionata lettrice, che è anche la storia di un blog meraviglioso. Forse avrete già sentito parlare di lei : ANN MORGAN, scrittrice e blogger londinese, che qualche anno fa esplorando la sua libreria si rende conto di un fatto sconcertante : è una xenofoba letteraria. Forse “xenofoba” è un termine un po’ troppo forte, ma è quello che usa lei stessa nel discorso registrato da TED quest’anno.

Le nostre librerie dicono molto di chi siamo” dice Ann. “E ho capito che non c’era molto spazio per autori che non fossero britannici o americani, nei miei scaffali. Ne sono rimasta sconcertata

 What I did know was I couldn’t do it by myself. As anyone who’s dropped in on my A year of reading women blog will realise, I used to stick mostly to British and North American writers, with the occasional South African, Australian and Indian thrown in. My knowledge of world literature was shamefully anglocentric. [dal blog]

E’ il 2012, l’anno delle Olimpiadi, l’anno in cui il mondo intero si riversa su Londra. Ann sente il bisogno di risolvere quella che crede essere molto più che una semplice lacuna letteraria. Sente il bisogno di esplorare il mondo …Leggendo.

E così apre il blog wordpress “A Year Of Reading The World”

Nella pagina What I did, inizia così :

In 2012, the world came to London for the Olympics and I went out to meet it. I read my way around all the globe’s 196 independent countries – plus one extra territory chosen by blog visitors – sampling one book from every nation.

Vi consiglio di ascoltare il discorso di Ann, e di prendervi del tempo per scorrere la lunghissima lista riportata nel blog, l’elenco completo di tutti i libri che è riuscita a leggere, e che le sono stati consigliati da centinaia di persone nel corso di questa incredibile avventura nel mondo della parola scritta. Alcuni titoli ci sono noti, altri completamente sconosciuti. Scoprite quanti sforzi ha compiuto per procurarsi certi libri, mai tradotti in inglese, e quanto la gente, da ogni angolo di questo nostro pianeta, sia stata disponibile e generosa oltre ogni sua aspettativa, per consentirle di compierle questa missione. La storia di Ann Morgan mette in luce una questione fondamentale che tocca corde sensibili del mondo editoriale : “solo il 4% dei libri pubblicati in Inghilterra sono traduzioni, e per la maggior parte sono traduzioni di testi francesi e svizzeri”. La nostra visione del mondo è  fortemente limitata, dal momento in cui non abbiamo la possibilità di scegliere libri di cui non sappiamo nemmeno l’esistenza. E tuttavia Ann, con il suo impegno e la sua costanza, ha dimostrato che nell’era di internet non esistono limiti invalicabili.  E nemmeno libri irraggiungibili.

 

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Andrea De Santis : illustrare il piacere di leggere

7 Ott

Salve cari amici bibliofili !

Oggi voglio condividere con voi le illustrazioni di un artista italiano che reputo molto, molto bravo, Andrea De Santis.

Andrea, tra le altre cose, collabora come illustratore per alcuni dei più importanti magazines statunitensi, come WWD, REDBOOK e OPRAH magazine. Quelle che vedete qui di seguito le ho scovate per caso su Pinterest, Behance e facebook in questi ultimi mesi; erano state pubblicate a giugno sul quotidiano tedesco Die Zeit. Queste illustrazioni compongono una fantastica serie sul piacere di leggere, mostrando in modo originale, efficace ed immediato gli effetti benefici della lettura !

Leggere per me è un misto di tutte e quattro le cose, è come volare, è essere intrepidi e curiosi, è galleggiare in un mare di parole, finalmente liberi, è rilassarsi, è attraversare una porta misteriosa … Chissà dove ci porterà !

 

FLYING DI ANDREA DE SANTIS

FLYING DI ANDREA DE SANTIS

 

RELAXING DI ANDREA DE SANTIS

RELAXING DI ANDREA DE SANTIS

 

FLOATING BY ANDREA DE SANTIS

FLOATING BY ANDREA DE SANTIS

 

CROSSING BY ANDREA DE SANTIS

CROSSING BY ANDREA DE SANTIS

 

 

E a tal proposito, voi cosa state leggendo ? 

Citazione

Musica dal pianeta rosso : leggendo Ray Bradbury

3 Set

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“Aveva navigato nelle notturne acque degli spazi come un pallido leviathan di mari ultraterreni”

pag. 69, Cronache Marziane di Ray Bradbury – ‘La Terza Spedizione’ – 

“-Morti, morti sono – disse il capitano Wilder – crede che sappiano che noi siamo qui ? –

 -Una cosa antica non sa sempre quando ne arriva una nuova ? – “

pag. 102, Cronache Marziane di Ray Bradbury – Giugno 2001, “… And The Moon be still as bright “

” C’era come un odor di Tempo nell’aria, quella notte. Tomàs sorrise all’idea, continuando a rimuginarla. Era una strana idea. E che odore aveva il Tempo, poi ? odorava di polvere, d’orologi e di gente. E che suono aveva il Tempo? faceva un rumore di acque correnti nei recessi bui d’una grotta, e di voci querule, e di terra tambureggiante con suono cavo su coperchi e casse, e rumore di pioggia. E, per giungere alle estreme conseguenze, che aspetto aveva il Tempo? Il Tempo era come neve che cade senza rumore in una camera buia, o come un film muto in un’antica sala per spettacoli, cento miliardi di facce cadenti come quei palloncini di capodanno, giù, sempre più giù, nel nulla. Così il Tempo odorava, questo era il rumore che faceva, era così che appariva. E quella notte – Tomàs immerse una mano nel vento fuori della vettura – quella notte tu quasi lo potevi toccare, il Tempo” –

pag. 157, Cronache Marziane di Ray Bradbury – Agosto 2002, Incontro di notte

da : Evergreen, Grande Biblioteca Per Ragazzi /Mondadori DeAgostini, 1989 (traduzione di Giorgio Monicelli)

Citazione

In compagnia di Calvino

10 Ago

“Io invece, in mezzo a tanto fervore d’interezza, mi sentivo sempre più triste e manchevole. Alle volte uno si crede incompleto, ed è soltanto giovane”

pag. 100, Il Visconte Dimezzato di Italo Calvino. Ed. Garzanti – Gli Elefanti, 1986  

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“Ma già le navi stavano scomparendo all’orizzonte e io rimasi qui, in questo nostro mondo pieno di responsabilità e fuochi fatui”

pag. 101, Il Visconte Dimezzato di Italo Calvino. Ed. Garzanti – Gli Elefanti, 1986   

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Stray Books !

3 Ago

You’ll Never Escape Books – http://pinterest.com/pin/A43odwAQgAkDgQynmX0AAAA/?s=4&m=wordpress

by Grant Snider

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by Grant Snider

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Book Benches !

16 Giu
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artist : One Red Shoe (Fiona and Neil Osborne)

I love the thought of reading here, in one of these Book Benches !  One more reason to love London and the United Kingdom …

What’s your favourite? Personally, I would like to sit on the Neverwhere Benchon The Lion, The Witch  and The Wardrobe Benchand on the Around the World in Eighty Days Bench … The Mrs. Dalloway Bench is really beautiful, I think. And what about the Peter Pan Bench, near San Paul’s Cathedral, right there to welcome you back to Neverland ?! I think this has been a fantastic initiative. I wish to see something similar here in Italy. And, why not, I would like to built my own book bench.  An Harry Potter Bench ! A Lord of the Rings Bench ! Amazing. I’m dreaming with my eyes wide open…

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artist : Laura Elizabeth Bolton

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artist : Valerie Osment

Neil Gaiman and Chris Riddell

15 Giu
Neil and Chris
29th May 2015, 11.30 a.m. – Tata Tent, Hay Festival

I smell of rain. I have found a seat near the stage, and I can see quite well. Neil Gaiman and Chris Riddell have to arrive, yet. I have to tell, I am freezing. But I am also so excited ! Tata Tent is full of people. I suppose this is the measure of success. Angie and Catherine couldn’t make the Starlight Stage full together, and that was a smaller hall. (Now. This statement is not to say they aren’t great. Or that they are less good. I like them a lot, as you can perceive from my last post. But Neil Gaiman is like Mum Jo and Uncle Stephen. Or Killer George. The Kings & Queens of writers. Like, for the actors, Cillian Murphy versus Robert Downey Jr. They are both great, but you just can’t win over RDJ. And, for the love of Merlin in a pink bermuda, I love Cillian Murphy ! I need to watch Peaky Blinders as soon as possible!. End of the rant.)

29 May 2015, 16.00 p.m. – Riverside Camping, Hay-on-Wye

I am finally restored, under my tent. The sun is shining, and my heart is a warm, wild, beating creature. The “interview”, or for better saying, the conversation between Neil Gaiman and Chris Riddell – with the (small) support of Daniel Hahn – was spectacular.

Those two really had their way in entertaining the public. £9 well spent, I should say. They have talked a lot about The Sleeper and the Spindle, a short story written by Neil and brilliantly illustrated by Chris, that has its beginning with the wedding of Queen Snow White. It’s impressive, the twist that Gaiman has produced in this story. At the very start of the discussion, he felt the need to explain himself, (it seemed to me like an apologetic introduction, so usual in the past, but I could be wrong). He told us about how old are stories and faerie tales like these two, and how many times and in how many ways they have been retold and rewritten. For example The Sleeping Beauty in Perrault‘s variant has a second part that we usually don’t remember in these retellings, because it simply has not encountered people’s favor, nor in the past, nor today. So it’s like that : some stories are to be retold and reshaped in many forms, some others are just forgotten. What about Cinderella and its Chinese origins, Ye Xian, or Yeh-Shen  with the golden slippers ? The small feet of Cinderella are a telling detail. Chinese admired small feet in girls, in the way an European probably would have looked to legs, or breast. Like other loved stories, that of Cinderella has travelled centuries and continents. So the golden slippers became glass shoes in Perrault’s tale. Neil reported the mistranslation* of the french term vair, in verre : the fur slippers of the medieval age have changed, apparently for an error, in glass ones. “And aren’t glass shoes ridiculous!?” said Gaiman, among the general laughter of the Tata Tent.

A lot of other things have changed between one version and another, through mouths and pens. It is something that need, to be well explained, of an 800-pages-long book* from my History of Popular Traditions exam, if you wish to go deep in the ancient phenomenon of retelling. Something that nowadays touches another phenomenon, in my point of view, that of fan-fictions.  There are fans that write new stories taking from stories and characters they love,  reshaping them and inventing new characters, sequels and prequels, and then they publish their works online, for their fandom to read, to love, to hate, to judge, to critic, to transform, to reinvent. Then there are well-known authors, like P.D. James, that write actual books taking from unforgettable classics, and that’s the case of Death Comes to Pemberley, a thrilling sequel of  Pride&Prejudice ! Many are the faces and the means of retelling a loved, popular story. It’s something that happens a lot.

So yes, Sleeper and the Spindle is a magic, dark retelling of Snow White and The Sleeping Beauty, with a different ending, or better, with the fanciful imagination of what could be happened after the Happily Ever After. “It is not to affirm that my story is the best version” said Gaiman. Just, this short story, like many other variants*, has its right to be written, and the people have the choice : what to remember and what to forget.    

The Sleeper and the Spindle

Chris Riddell, seated at his right, was not a silent spectator. While Gaiman was talking, he showed to us the book, with its beautiful illustrations. Then he told his opinion about his work as an artist and illustrator, and about the Sleeper and the Spindle. He is, in my opinion, very funny, a nice man and a great artist. He has been perfectly good at taking every possible space in the conversation and sometimes he has directed the attention on new topics.

They talked about what it means to work together, as writer and illustrator. They recounted some funny anecdotes about their past, and the work relationship they have built , so that many times Neil send Chris some new story, or description, and Chris send some new designed character to Neil (as for Fortunately, The Milk).

fortunately, the milk 

Chris said : “my work is to take the space that has been left blank by Neil, that space between lines without words, and elaborate from there. Mostly, it is about taking that little detail that makes the bigger picture. It’s a joy to find these details when I read a new story to illustrate, and the curious thing about illustrators is that we don’t find the same details, and that we can work in very different ways on the same project, but still, I always find the beauty and the inspiration I need watching others works“.  He made the example of Dave McKean, another great artist that often works with Gaiman; author, among other things, of the illustrations for the US version of The Graveyard Book,  The Wolves in the Walls, Coraline, all by Neil Gaiman. I could feel the sincere admiration for him and his colleagues.

He noted the incredible amounts of illustrations that in the years have been published for Alice in Wonderland. 150 years of illustrations for this classic story. All of them very beautiful, stunning retakes on the same concept, (minus the Johnny Deep – Mad Hatter , he said – laughter -).

Then, Neil Gaiman came back to The Sleeper and the Spindle. He answered a question about the absence of princes, men that save the day. It is like this, he said, because he wanted to tell a story with a strong and independent woman. So, at some point, when the dwarves are embarrassed, and I will not say when, the Queen takes the lead, again. And she kissed a Sleeping Beauty… No spoiler. I will laugh to anyone who will shout out at the scandal for that kiss. Oh joy…

kiss

Nothing to say, the illustrations are beautiful, amazing. I was a little sad, I could not buy the book there, (I had just bought The Graveyard Book, which I love, and Trigger Warning*, the new book of short stories by Neil Gaiman, I was alone in Wales, and my wallet was screaming in pain, literally starving),  or else it would be now in one of my bookshelves, signed.

Questions were many and interesting.

The audience took Gaiman & Riddell to recalled their worst work. Neil said it was the Duran Duran biopic, first and last commitment he has done for money only. ‘‘I spent three months writing a book that I would not like to read, then the company failed. I lost money, and time. I learned to never ever do something for the only sake of money“. Chris recalled a set of illustrations for a Japanese class of English. He needed the money, too. And as he talked, he began to drawing the frog-girl in manga style, protagonist of this English workbook. The pencil in his hand was moving without hesitation, fluid and precise black lines emerged on white paper. “Last week I received an e-mail from Japan, they ask me permission to reprint the book.” he said, and he was laughing, still slightly embarrassed.

One child asked why Coraline’s hair were blue in the movie, and black in the book. Neil answered sweetly that he was happy of this change, and that it was a last-minute decision of the director Henry Selick, in the making of the movie.

A girl asked one last question, about the women, independent and strong, that have inspired Neil Gaiman. The answer was well-known, because he told many time that his editor and his wife are the women in question. I was expecting it, really, nonetheless it was not so good for me the feeling that he has been leaded to talk about his wife. (I love infinitely Amanda Palmer as a person and as an artist, but that question was so obviously unidirectional …).

All in all, it was a funny, interesting and inspiring conversation. As a want-to-be writer with a want-to-be illustrator for sister, it was a pleasure listening to two professional discussing about their works. I put myself in a hour long queue, with frozen feet in still wet shoes, just to thank them in person. Again, thanks for the dreams and the inspiration, Mr. Gaiman. Thanks for the kindness and thanks because when I confided you my ambition, my own dream, you haven’t laughed, nor with you mouth, nor with your eyes, but you gave me some serious advice.

Neil Gaiman and Chris Riddell have said goodbye with a juicy news : they are working on a new story of Odd*, with Chris illustrations ! (*happydance*)

Infact, today, in Mr Riddell’s Tumblr – Sketckbook, I found these revealing sketches !!!

for more, see : Sketchbook, tumblr blog of Chris Riddell, with daily lives, funny and entertaining sketches ! Click on the pic, go go go !!!  

— — —

notes :
*The mistranslation of the french term ‘vair‘, fur, that became ‘verre‘, glass, as it was reported for decades, is apparently false. For more, see : World Wide Words : Glass Slippers
*variants : is a technical term for the many retellings of a classic folk story, or fairy tale. So you can read the Grimm variant of Cinderella, Aschenputtel, with the elder stepsister that cut off her toes in order to fit the slipper, but you have to know that there are many other variants that diverge from it. Or Little Red Riding Hood variants.  For more, see : Folklore and mythology Electronic Texts .    
*Storia del Folklore in Europa by Giuseppe Cocchiara 
*Trigger Warning contains, among others stories, Sleeper and the Spindle, obviously without illustrations.
*You can find an Odd and the Frost Giant version illustrated by Chris Riddell that will be published on 8 September 2016. I think that at Hay Festival Neil and Chris were talking of a different, original story of Odd, that has yet to be written.
 

Hay Festival !

6 Giu

Howdy !

Many things happened since the last time I wrote here. Maybe you didn’t even notice the new reviews and Themes first post !  If this is the case, click the follow links  ! [Neverwhere/Nessun Dove; The Changeling/Il Bambino Scambiato; Gala Cox e il Mistero dei Viaggi nel tempo; A Single Man/Un Uomo Solo; La ricerca della felicità/ The Pursuit of Happyness]

Salve !

Sono successe tante cose dall’ultima mia puntata qui. Forse non vi siete nemmeno accorti delle nuove recensioni e del primo post nella sezione Themes*! Se questo è il caso, cliccate nei link qui sopra !

Torno or ora da una settimana pazzesca in Galles, più precisamente nella città dei libri, Hay-on-Wye.

UK map

Questo piccolo paesino vicino al confine con l’inghilterra, (tanto da essere stato in passato diviso in due zone, una gallese e una inglese), è il regno incontrastato di Richard Booth, autonominatosi King of Hay nel 1977. E’ a lui che si deve l’incredibile quantità di libri presenti in ogni angolo della cittadina. Un paradiso per ogni lettore, dai collezionisti ai cacciatori di prime edizioni, dai bibliofili agli esperti bibliotecari, che sapranno quando comprare un buon libro di seconda mano e quando invece starne alla larga. Trovo che la  Richard Booth Bookshop sia una delle librerie più belle, impossibile non fermarsi tra i suoi scaffali, anche se solo di passaggio.

E’ stato un viaggio in solitaria il mio, organizzato con pochi mesi d’anticipo, risorse risicate, abbondantemente rimpinguate dall’ entusiasmo. La sola idea di incontrare e sentire parlare autori che stimo da anni mi ha messo le ali ai piedi !

Un’esperienza unica e indimenticabile, passeggiare tra le vecchie case di pietra, le strette stradine, e gli scaffali delle sue innumerevoli librerie, (più di trenta, sparse per tutto il centro città); fermarsi a sbirciare tra gli honesty bookshops, specie quello del castello seicentesco;Visitare le librerie mi ha fatto una buffa impressione. Avevo quasi la sensazione di trovarmi in biblioteche vecchie e polverose, poi giravo l’angolo e vedevo scaffali e tavoli di ultime novità. Quasi mi girava la testa. Mi mancava il fiato. E’ come partecipare a una caccia al tesoro, entri, giri e non sai cosa potrai mai trovare nascosto in mezzo a tutti quei volumi con rilegature e copertine che hanno il triplo dei tuoi anni. Ci sono libri da 50 pence, e ci sono libri da 270 sterline. Triplicate per cento, per mille, la sensazione che abitualmente provate, o voi che vivete di libri, nell’entrare in una normale libreria, all’IBS o alla Feltrinelli ad esempio, e avrete un’idea di come mi sono sentita io.

Ma Hay-on- Wye non è solo “libri”. Visitare la città e i suoi dintorni significa anche passeggiare e fare trekking lungo il Wye Riverside, o perdersi attraverso l’Offa’s Dike Path, con le sue antiche cattedrali, i castelli, i cavalli selvaggi, le pecore al pascolo, i sentieri lunghissimi. E’ ammirare il verde delle colline e il cielo in continuo mutamento nel Brecon Beacons National Park;  è scoprire le vetrine di antiquari e rilegatori, di pub come l’Old Black Lion, che ha più di quattrocento anni, e di cianfrusaglie tra le più eccentriche e bizzarre che mi sia mai capitato di vedere. Hay-on-Wye, Y Gelli in cymraeg ( gallese), è un borgo antico e pacifico che sa riservare delle sorprese, e che improvvisamente a maggio si riempie di macchine fotografiche, automobili, passaporti da tutto il mondo.  Compreso il mio.

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E altrettanto unico è stato partecipare agli eventi organizzati dall‘Hay Festival di quest’anno. Non sapete cos’è l’Hay Festival? Il corrispettivo in Italia probabilmente lo troviamo nel Salone del Libro di Torino.

Bill Clinton definì l’Hay Festival come il “Woodstock della mente”: un’ autentica kermesse letteraria e culturale immersa nel verde, con incontri e conferenze di autori e personalità tra le più conosciute, su un range di argomenti estremamente variegato. C’era ad esempio Kazuo Ishiguro a presentare The Buried Giant, il suo nuovo romanzo, capace di dividere in due lettori affezionati e critica; c’erano studenti e ricercatori di famose università, come Cambridge, a parlare di come il linguaggio dia forma alla personalità di ognuno di noi; c’era Alan Bennett, che ha parlato del suo breve romanzo ‘La Signora nel Furgone’, pubblicato nel 1999, già opera teatrale, ora  trasposta in un film di Nicholas Hytner, che vede la straordinaria Meggie Smith nei panni della scorbutica quanto straordinaria Miss Sheperd. C’erano Angie Sage, Chaterine Fisher, Neil Gaiman e Chris Riddel, che hanno discorso di storie vecchie e nuove. C’erano Stephen Fry e Jude Law per il famoso evento di lettura pubblica con testi tratti da Letters of Note.

C’erano laboratori di disegno e illustrazione per grandi e piccoli, scrittura e recitazione. C’erano storici e ambientalisti. E c’era Bear Grylls a parlare di sopravvivenza nelle situazioni più catastrofiche, come sempre.

Sul sito della BBC potrete vedere la programmazione di diverse interviste realizzate durante il festival. Se siete residenti nel Regno Unito potrete anche ascoltare alcune registrazioni.  Purtroppo non potrò raccontarvi nel dettaglio tutti gli eventi, ma ho scritto il resoconto di quelli a cui ho potuto/voluto partecipare, quelli che mi interessavano di più come lettrice e fan appasionata. Nei prossimi giorni quindi pubblicherò un articolo per ognuno dei seguenti appuntamenti :

26 maggio 2015, 4 p.m. : Angie Sage and Catherine Fisher – Starlight Stage – £ 5.00

29 maggio 2015, 11.30 a.m. : Neil Gaiman and Chris Riddel – Tata Tent – £9.00

29 maggio 2015, 8.30 p.m. : Neil Gaiman talks to Claire Armitstead – Telegraph Stage – £8.00

30 maggio 2015 7.00 p.m. : Amanda Palmer – Telegraph Stage – £8.00

IMG_20150530_152614IMG_20150528_173331autografo Angie Sage

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