Il Portale degli Obelischi

Il secondo libro della trilogia La Terra Spezzata, di N. K. Jemisin, è finalmente in libreria!

Mondadori, 2020

Oscar Fantastica

444 pagine

Ho amato profondamente La Quinta Stagione, e quindi ringrazio Oscar Mondadori Vault per avermi dato l’opportunità di leggere Il Portale degli Obelischi in anteprima, fugando ogni dubbio e confermando le mie aspettative e le mie speranze per questo seguito tanto atteso.

Essun si mantiene una protagonista eccezionale, capace di farmi esultare e disperare con e per lei. Una figura di spessore, una donna bastonata dalla vita che non si limita a lottare per la propria sopravvivenza, ma per il bene di tutti. Una madre aggravata dal lutto, indurita dalle circostanze, ma non priva di empatia. Ferrea nel suo pragmatismo, ma pronta ad aprire i confini del suo sapere, perché sa che da questo dipende la sua libertà, conquistata a caro prezzo.

Se ne La Quinta Stagione arriviamo a conoscere praticamente tutta la sua vita, i suoi affetti e i suoi nemici, e a capire meccanismi e dottrine che regolano un’ambientazione tanto drammatica com’è quella dell’Immoto, tra plot twist insuperabili e scene da panico, ne Il Portale degli Obelischi gli eventi che la riguardano si susseguono senza sosta, un terremoto dopo l’altro. Essun è stata spezzata più e più volte proprio come la terra in cui vive, sconquassata da vulcani e ricoperta di cenere, ma a ogni brutta caduta oppone la forza della disperazione, il coraggio della ribellione contro ogni forma di discriminazione e la capacità di dimostrarsi feroce al momento giusto durante una Stagione che non perdona sensibilità e dolcezza, senza però mai cedere all’insensata crudeltà.

Insieme a lei ritroviamo personaggi che abbiamo amato e odiato, e che credevamo perduti. ***commento spoiler a fondo pagina*** Conosciamo Nassun, la figlia “rapita”, e incontriamo altre figure sorprendenti in quel di Castrima, Orogeni e Immoti, ma non solo… Finalmente tanti quesiti su Hoa e sui mangiapietra, sull’orogenia e sugli Obelischi stessi trovano risposta.

Incredibile ma vero, la Jemisin riesce ad alzare ancora di più la posta in gioco. Il viaggio di ricerca per ritrovare la figlia scomparsa e vendicare il figlio ucciso si trasforma in una missione per salvare Castrima, la com che l’ha accolta, e quello che rappresenta da un mondo in rotta di collisione.

Il Portale degli Obelischi è una lectio magistralis sul ritmo e la tensione narrativa.

La coerenza delle leggi scientifiche e magiche che governano l’Immoto e l’Orogenia, così come la costruzione di una Storia così ricca e densa di contraddizioni e proprio per questo realistica, la cura del linguaggio e dell’aspetto etnico e culturale: tutte queste caratteristiche, che avevano reso La Quinta Stagione un libro rilevante nel panorama letterario internazionale, non mancano di incantare e anzi sono ampliate e maggiormente dettagliate in questo secondo volume.

Il Portale degli Obelischi è uno di quei libri che avrei potuto divorare in pochi bocconi, tanto è scorrevole, ma che mi sono obbligata a leggere poco alla volta, soffermandomi quando necessario e godendo scena dopo scena, desiderando che finisse il più tardi possibile. Non mi piace attribuire freddi numeri ai romanzi che leggo, ma anche qui sono cinque stelle garantite.

Ora non vedo l’ora che esca la traduzione di The Stone Sky e di scoprire chi riconquisterà la Luna e cosa ne sarà degli abitanti dell’Immoto, e come si risolverà l’inevitabile incontro (o scontro?) tra madre e figlia e cosa ne sarà del rapporto tra Essun e Hoa, reso ancora più ambiguo e complicato dalle ultime pagine del Portale…

**SPOILER ALERT**

**SPOILER ALERT: le metamorfosi di Alabaster e Schaffa sono tra le sorprese più gradite del libro, e il legame che si stabilisce tra Schaffa e Nassun, altrettanto inaspettato, potenzialmente disastroso ma gestito fin qui divinamente.***

Trilogia della Terra Spezzata

Curiosità, desiderio, fissa e bisogno: come ho superato i quattro stadi del lettore e ho finalmente cominciato “La Quinta Stagione”…

Tra i premi letterari che seguo con più attenzione da diverso tempo ci sono i World Fantasy, Locus, Nebula e Hugo Awards. Questo perché negli elenchi di libri, raccolte di racconti e novelle trovo spesso i miei autori preferiti (nel panorama del fantastico, del weird e del fantascientifico), e ne scovo di altri che vale certamente la pena tenere d’occhio.

E’ nel 2015 che come un terremoto irrompe sulla scena N.K. Jemisin, con la sua trilogia The Broken Earth. Già candidata e finalista negli anni precedenti, nel 2016 vince l’Hugo per The Fifth Season e nei canali letterari non si parla d’altro. Inizio a drizzare le antenne. Nel 2017 vince con The Obelisk Gate, e nel 2018 fa tripletta con The Stone Sky. A questo punto sono bella che presa all’amo, ma ho diversi altri libri in lettura e decido, nonostante l’hype, di aspettare la traduzione italiana. Quando esce la notizia che Mondadori pubblicherà l’intera trilogia nella collana Oscar Fantastica sono al settimo cielo. Per di più mantenendo le copertine originali…! Devo aver rotto le scatole talmente tanto a casa, (quando mi fisso su qualcosa sono una pigna in…), che a sorpresa una sera mia madre tira fuori “La Quinta Stagione” dalla borsa. Un regalo per me e per la sanità mentale di tutta la famiglia.

Nel frattempo un cambio di lavoro, un trasloco e mille altre magagne spostano il mio asse verso altre cose, e si arriva così a metà aprile 2020. Ho appena sospeso il mio folle viaggio nello spazio e nel tempo con Arthur Dent e Ford Prefect, (di nuovo sulla Terra alla fine di Ristorante al termine dell’Universo). Guida Galattica è stato un compagno formidabile capace di tirarmi su il morale durante le prime settimane di quarantena, ma ora cerco qualcosa di diverso, qualcosa che non mi faccia ridere, perché non ne ho più voglia.

E così ricordo di avere La Quinta Stagione che mi aspetta da mesi quieto sullo scaffale TO READ. Ironia della sorte, sia Guida Galattica per gli Autostoppisti che la trilogia della Terra Spezzata parlano di mondi che stanno per finire, di mondi distrutti e poi ricostruiti, di Storia e di storie alternative, del senso della vita, l’universo e tutto quanto. Forse il mio subconscio sapeva che avevo bisogno di affrontare questa lettura ora, in questo momento storico, e mi ha guidato più di quanto pensassi.

Insomma, tutto questo papiro per dirvi che sono stata travolta dal mondo scolpito nella pietra dalla Jemisin e che l’ho trovato super ultra iper fantastico. Crudele, reale, talmente vivo da far male, con personaggi superbi le cui vicissitudini, (esplosioni e fuochi d’artificio ad ogni capitolo!), sono incanalate in una narrazione che è argento vivo nella roccia. Pun intended. La Fase 2 si apre con me, doppiamente travolta, alla fine della copia ARC de “Il Portale degli Obelischi“. Divisa ora tra la voglia di acquistare l’ebook di The Stone Sky o attendere l’edizione italiana, meritevole fin qui di due splendide traduzioni, curate nei minimi dettagli.

***Se volete saperne di più, stay tuned, nel prossimo articolo recensirò La Quinta Stagione e commenterò anche il seguito fresco di stampa, Il Portale degli Obelischi!***

***Se invece siete in vena di follia e umorismo, oltre che di pianeti distrutti, potete ascoltare qui l’audiolibro di Guida Galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams. O, come nel mio caso, vedere il film. Se non lo avete mai letto, fate un salto sulla Cuore d’Oro e andate a salutare Marvin!***