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Carry On !

1 Mag

titolo :  Carry On

autore : Rainbow Rowell

ed. : Macmillian, 2015 ; Piemme, 2017

540 pagine 

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Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l’ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

Recensione 

Per chiunque sia appassionato in generale al mondo incantato di Harry Potter : vi ho trovato molte corrispondenze, l’ispirazione è dichiarata, indubbia; ma tante sono le similarità quante sono le differenze. Mi ha divertito e al contempo affascinato l’importanza della lingua nell’uso della magia, tanto che in questa storia appaiono incantesimi buffissimi, a metà tra filastrocche, proverbi, comuni modi di dire e motti pubblicitari. I personaggi sono pieni di colore, e qui è possibile entrare nella testa di molti di loro, perché la Rowell conduce la narrazione attraverso una pluralità di punti di vista. I capitoli sono perciò segmenti molto brevi che rendono la lettura davvero rapida ma a volte anche un po’ frustrante. La struttura però non mi sorprende : appartiene alla Rowell sin da Eleanor & Park ed è tipica degli Young Adult. Inoltre qui si rendeva necessario condensare un “non scritto” di sette anni, che sarà familiare forse solo a chi ha letto Fangirl, e il p.o.v multiplo era l’unico modo per farci conoscere una valanga di personaggi e situazioni in sole 500 pagine. Non ho compreso fino in fondo il ruolo di Agatha, la sua importanza nella storia, se non alla fine, quando esce fuori il suo pensiero su Ebb : allora ho trovato la scelta di inserire anche il suo punto di vista davvero azzeccata. Lucy mi infastidisce e mi intenerisce insieme : è uno strumento nelle mani del lettore, ma la sua presenza si rivela importante solo fino ad un certo punto. Simon e Baz restano gli indiscussi protagonisti -anche se sorge spontaneo fare immediato riferimento a Harry e Draco, la Rowell sviluppandone carattere e storia ha saputo distaccarsi brillantemente dal modello. Non posso dire che mi siano rimasti nel cuore, ma ho letto fino a notte fonda perché volevo assolutamente sapere come sarebbe finita (o iniziata), tra loro. Il finale in un certo senso mi ha sorpreso, specie per quello che capita a Simon. Che dire di Penny ? E’ un comico misto di Ron, Hermione e Luna Lovegood nella stessa persona, amabile e decisiva. ** spoiler alert ** Per quanto riguarda gli antagonisti, è stato secondo me un colpo di genio far confluire la massima rappresentazione del bene e del male nei medesimi personaggi, anche se considero la figura dell’Arcimago un po’ scontata e prevedibile.

In poche parole, è una lettura leggera, non impegnativa ma nemmeno priva di interessanti riflessioni. Ancora una volta si tratta di abbattere muri e pregiudizi, unire le forze, svelare segreti, attraversare passaggi segreti, affrontare il dolore, la morte … ma in special modo Carry On considera la paura di agire, di essere, di amare e di amarsi.

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Recensione : Verso Le Luci del Nord

20 Set

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VERSO LE LUCI DEL NORD –  Drove trough ghost to get here

di Alessia Savi

ed.: indipendente, Kindle ebook

anno di pubblicazione : 2016

428 pagine

sito ufficiale : www.alessiasavi.com

pagina facebook : Il Posto delle Parole

 

Premessa

Adoro Supernatural. Sembrerà una cosa scema da dire adesso, ma sul serio, adoro Supernatural, la serie tv con protagonisti Sam e Dean Winchester. Adoro il soprannaturale in tutte le salse, amo il fantasy, e sguazzo nelle distopie, anche se leggo e guardo ogni cosa sempre con quel vuoto alla bocca dello stomaco, quella sensazione che esplica il pensiero : se fosse vero sarebbe terrificante, e non vorrei viverlo per niente al mondo. Ecco. Da un lato il fascino dei personaggi, che seguiresti anche in capo al mondo, per millemila stagioni, pur di stare in loro compagnia ancora un poco. Dall’altro il terrore sottile che ti prende, quando si fa strada dentro di te l’idea che, anche se i nostri demoni oggigiorno hanno altri nomi, gli esseri umani la strada per l’Apocalisse sono bravissimi a percorrerla da soli, in fila per due come tante marionette a testa china, in un silenzio assenso che spacca la barriera del suono. Il nostro Inferno in terra è fatto di guerre e di crisi economiche, di schiavi, di rifugiati e di morti di fame, di libertà in equilibrio precario e di dittature, di intolleranza e crudeltà senza ragione, di ghiacciai sciolti, acque inquinate, foreste stuprate. La strage degli innocenti si compie ogni giorno sotto il nostro naso e sembra non esserci soluzione per fermarla. Così ammetto che leggendo VERSO LE LUCI DEL NORD ho quasi trovato conforto, perché nonostante la realtà descritta sia terrificante, davvero terrificante, i suoi protagonisti si rimboccano le maniche e agiscono, e hanno il carisma e il fascino necessario per essere davvero grandi, ma soprattutto hanno la conoscenza, il ricordo di come era prima, la speranza che il loro agire possa aiutare a riportare la pace e l’equilibrio. Sono personaggi a tutto tondo, con pregi e difetti, e questo mi ha dato la possibilità di calarmi nei loro panni. Soffrono moltissimo, cadono un sacco di volte. Ma si rialzano. Continuano a combattere, spuntando sangue e versando lacrime. Sono, in poche parole, un esempio di come un eroe della letteratura fantastica possa essere un modello e un monito per noi, che realmente percorriamo queste terre. Quando trovo personaggi così, storie così, inevitabilmente me ne innamoro, e non posso fare a meno di sentirmi ispirata e un po’ più speranzosa. Se qualcosa di solito ti insegna, la letteratura di questo genere, è che, anche quando tutto sembra perduto, anche quando ci troviamo a percorrere le tenebre più fosche, c’è sempre la possibilità di ritrovare la luce. O di crearla.

Su trama, ambientazione e personaggi

Questo libro non si lascia posare. Verso le Luci del Nord è scritto in un linguaggio onesto e coerente, ed ha uno stile narrativo fluido e scorrevole, talmente tanto che all’inizio avevo l’impressione che mi mancassero troppi pezzi per seguire bene l’evolversi degli eventi : zero infodump. Dopo poche pagine sono stata catturata, senza possibilità di fuga alcuna. Risucchiata in una Terra post-apocalittica, terrificante e allo stesso tempo affascinante, in cui tutte le creature dell’Inferno sembrano aver preso residenza… L’autrice non ha bisogno di dirci com’era prima del Grande Bagliore, prima dell’Apocalisse. Lo sappiamo da noi. Ed è triste pensare che molti dei suoi personaggi neppure possano immaginarlo, perché sono nati e cresciuti in questo mondo distorto dalle tenebre, tra possessioni demoniache, zombi, Bracconieri, Orfani e Banditori senza scrupoli. Un mondo in cui è possibile perdere l’anima, imbattersi in veggenti, animali mutanti, sciamani, stregoni voodoo e generali infernali. Un mondo in cui fidarsi di qualcuno potrebbe voler dire perdere la vita. O peggio. I protagonisti di Verso Le Luci del Nord lo percorrono in lungo e in largo , anche se il loro viaggio insieme a noi lettori si concentra negli Stati Uniti; le città che incontrano nel loro travagliato cammino sono il fantasma di ciò che erano un tempo. Un fantasma irrequieto, rancoroso, che non perdona. Tamara Willson e Dave Higgles persistono nella loro missione, chiara sin dall’inizio. Raggiungere le Luci. Il loro viaggio non è solo un sopravvivere, ma un cercare nuove risposte, nuove possibilità, e dovrebbe avere un’unica direzione : il nord. Il tragitto, che avevano programmato con tanta cura, viene però cancellato da una singolare deviazione, che scatena una serie di eventi, di scontri ed incontri, che tengono la suspense sempre alta. Viene spesso da chiederselo : è il caso o il destino, che smuove le carte in tavola ? E che senso ha la fede, in un mondo simile, che sembra aver scardinato tutte le regole prima conosciute ? Un mondo che, come sottolinea spesso Tam, non è fatto per i buoni, o i deboli di cuore… A chi, o a cosa, si dovrebbe credere, ora ?

Dave è come una montagna. Non importa quante crepe corrano tra le sue pareti, si mostrerà sempre implacabile, solida nel furore della tempesta, immobile e spesso silenziosa, ma non meno pericolosa dei tuoni che le cadono addosso. La personalità di Tamara invece è affilata come la lama di un coltello, e calda come fuoco di brace. I suoi occhi vedono molto più di quanto lei vorrebbe, il suo talento è anche una maledizione. Trovo curioso che sia la prima ad affermare di non credere in quello che i suoi occhi non vedono, eppure sia anche la più determinata a raggiungere le Luci, sperando che possano avere per lei delle risposte. Mi piacerebbe parlare anche di altri personaggi, in particolare di Maddie, ma temo che vi svelerei troppo. E’ in ogni caso un personaggio a cui mi sono affezionata, e che ho seguito con interesse e una certa meraviglia, man mano che procedevo nella lettura …

I dogmi delle religioni vengono scardinati, ma l’essenza, le reliquie, i testi sacri, le antiche lingue, i simboli, sono preservati come qualcosa di prezioso, che può aiutare a liberare l’umanità dal giogo infernale in cui si è lasciata ingabbiare. Tamara e Dave in questo giocano un ruolo unico, importantissimo, perciò vengono inseguiti da una folta, pericolosa e imprevedibile schiera di nemici, che concorrono anche tra loro, pieni di ambizione e sete di potere. Barbero e tutti gli altri, che non citerò per non rovinare la sorpresa, non sanno cosa sia la pietà o la misericordia, e lo dimostrano a più riprese, in scene talvolta davvero cruente. Dave e Tam però non sono affatto degli sprovveduti, e ne hanno passate sin troppe per arrendersi alla prima difficoltà …anche se ogni tanto una settimana di ferie non guasterebbe !

Verso le Luci del Nord ti obbliga a seguirli nelle loro peripezie, a soffrire con loro, a gioire dei pochi, brevi momenti di pace, tra una disgraziata concatenazione di eventi e un’altra ancora peggiore, a sperare con tutto te stesso che quelle Luci esistano davvero e non siano solo una leggenda priva di fondamento, interrogandoti, per tutto il tempo, sul loro mistero,  sul senso della fede, sul senso della vita e dell’identità, sulla forza e il coraggio che servono per costruirla, compiendo scelte per se stessi, sulla libertà e sull’importanza di spezzare certe catene, sull’amore e sull’amicizia in tempo di guerra, sul senso del ricordo e della conoscenza, per preservare i valori di un’umanità a rischio.

***Da ultimo sottolineo un elemento che per me è di profondo interesse, da studiosa di storia e antropologia : tutta la simbologia e i richiami mitologici e biblici, ma anche tutti gli accenni alla cultura creola, e alla vita nomade, sono sapientemente inseriti, e mi spingono a fare qualche ricerca prima di buttarmi in una più consapevole rilettura.***

Commento personale :

Ho amato Verso Le Luci del Nord, e …ne vorrei ancora. Vorrei sapere cosa succede dopo e quali saranno le conseguenze di certe azioni. Vorrei scoprire qualcosa in più su certi personaggi. Come ho detto all’inizio, vorrei percorrere insieme a Tam e Dave un altro pezzetto di strada, se possibile. Vi sembreranno tante, 428 pagine, ma le ho divorate in pochi giorni : appena avevo un attimo di tempo, riaprivo il mio Kindle per sapere se i nostri eroi sarebbero sopravvissuti all’ennesima avventura, e a quale prezzo, e se sarebbero mai giunti alle Luci.

5 stelle piene, assolutamente consigliato, specie agli amanti del genere !!!

 

Digressione

Voglio raccontarvi la storia …

5 Mar

VOGLIO RACCONTARVI LA STORIA …

… Di un colpo di fortuna ! Volgarmente parlando, di una gigantesca, inaspettata e pazzesca botta di culo ! Sei anni fa mi apprestavo a fare gli esami di maturità : la conclusione di un percorso altalenante, non privo di inciampi ma anche di qualche piccola soddisfazione. Un momento aspettato con ansia e con desiderio, vissuta con il cuore a mille … Specialmente in un’occasione. Lo scritto di italiano. Immaginatemi là, in una delle tante aule predisposte a partorire futuri universitari in crisi, mentre il professore spiegava per l’ennesima volta come si sarebbe svolta  la prova; la sua voce e quella dei pochi che osavano far ancora domande erano diventate un brusio di mosca che a malapena mi sfiorava i timpani; immaginatemi a fissare le tracce riportate su quel foglio timbrato dal Ministero dell’Istruzione, in una nuvola di sogno e incredulità : seduta al mio banco, gli occhi grandi come due piattini, la bocca spalancata, la penna già stretta in mano, in preda a una fibrillazione mai provata prima che mi pompava nel sangue e mi imbiancava le nocche. Immaginate il mio sguardo scorrere sulle parole che componevano l’argomento da sviluppare per la tipologia B, il saggio breve in ambito socio economico… La ricerca della felicità. E ora provate a indovinare, signori, quale fosse l’argomento che avevo scelto per la tesi …

Sentivo su di me gli sguardi di qualche compagno, mezzi divertiti, mezzi indignati per quel colpo di fortuna inaspettato e probabilmente non meritato, (so che una parte di me si sentiva in colpa, era come se in qualche modo avessi fregato i mie colleghi, mentre un’altra parte di me pensava di avere appena vinto alla lotteria… )

Ho fatto un grosso respiro, cosciente già allora di quanto fosse dannosa l’adrenalina se mal dosata, quell’ansia di scrivere tutto lo scibile in fretta e furia,  e di quanto invece fosse indispensabile costruirmi una scaletta e procedere piano, step by step. Ho sempre amato scrivere, ma non mi ero mai trovata in una situazione simile ad un compito in classe : sapere in anticipo quello di cui si andava a parlare, con grande esattezza e con la precisione e la sicurezza di chi ha fatto mesi di ricerche ed è appassionato all’argomento di  cui si sta trattando. E’ la sensazione che provo adesso, ogni qual volta mi accingo a parlare di un libro che mi è piaciuto, di una questione che mi ha stuzzicato il cervello. Sembra banale, ma non lo è affatto per uno studente che si sta diplomando. La studentessa seduta a quel banco era talmente fragile e inesperta che adesso a ripensarci mi viene da sorridere. Quella prova mi è valsa 14/15 e per una abituata a viaggiare nel mar della discrezione, è stata una gran bella spinta in avanti. Non ve lo sto raccontando perché mi sono svegliata stamattina con la voglia di vantarmi di un successo che sta già cominciando a ricoprirsi di polvere. Non ve ne parlo soltanto perché questo fatto ha sortito su di me un effetto incredibile. Ve ne parlo specialmente perché questo incredibile colpo di fortuna è da ricondursi a una speciale lettura. Un libro. Come sempre. Chi non crede che i libri possano salvarti, o cambiarti la vita,  non ha mai provato quello che ho provato io seduta a quel banco, in quell’aula, il giorno della prova scritta di italiano.

La Ricerca della Felicità. Cosa mi spinse a scegliere un argomento così inconsueto, proprio quell’anno? Ebbene, la risposta non è cosa, ma chi. Tre meravigliosi ‘chi’.

Il primo “chi” è mio padre. Tornava a casa da brevi viaggi di lavoro ogni volta con un pensierino per noi figli; il mio pensierino era di solito in edizione tascabile.  Nell’estate del 2007 venne da me con un libro in offerta. Un libro importante, lo intuii subito…

Il secondo “chi” è Will Smith, attore. Lo vedrete ora al cinema nei panni del truffatore protagonista di Focus, ma all’epoca era uscito da poco il meraviglioso film di Muccino, con Will come attore principale e il figlio Jaden a fargli da tenerissima spalla. C’erano loro sulla  copertina del libro che mio padre mi aveva regalato. Una copertina con Will Smith per me è una tentazione irresistibile. Adoro Will Smith. Avete capito qual è il libro in questione?

(c) Angela Siracusa  Ha sette anni questo libro, è stato letto e riletto ! E anche prestato !

(c) Angela Siracusa
Ha sette anni questo libro, è stato letto e riletto ! E anche prestato !

 

Il terzo “chi” è Chris Gardner, imprenditore, scrittore, maestro di vita. A lui devo la mia riuscita negli esami di maturità, e molto, molto di più. La sua prima autobiografia, pubblicata nel maggio del 2006, mi ha aperto gli occhi su certe questioni e mi ha fatto capire davvero cosa significa lottare, cosa significa mantenere la speranza anche nei momenti più bui, cosa significa avere forza di volontà. Sopra ogni cosa, ha provato a spiegarmi cosa sia la felicità.

Voi lo avete già letto, o avete visto il film? Cosa vi ha trasmesso, che ne pensate?  

 

 

 

La Ricerca della Felicità di Chris Gardner, è un libro che per l’impatto che ha avuto nella mia crescita personale, e che continua ad avere a distanza di anni, posso paragonare a pochi altri, come Harry Potter, il Piccolo Principe, La Capanna dello Zio Tom …

Scriverò nei prossimi giorni una recensione approfondita e condita da altri spunti personali, recuperando in parte il materiale elaborato per la tesi. Perché rivedere Will Smith me lo ha fatto tornare in mente; perché nella mia città sta succedendo qualcosa di tragico e ho bisogno di ”esorcizzare” alcuni demoni; e perché mio zio qualche mese fa mi ha fatto una domanda a cui non sono riuscita a rispondere in modo completo. Spero di farlo ora, o di cominciare a farlo, partendo da questo importantissimo libro.

 

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La domanda di mio zio era : Quali sono  i libri “di formazione” che consiglieresti ai ragazzi? I miei ho iniziato a dirveli, e presto mi organizzerò con una lista.  I vostri quali sono? Ce n’è uno in particolare che vi è rimasto nel cuore? 

 

 

 

Africa

13 Set

Ho respirato l’Africa attraverso le pagine di un libro. Vorrei andarci sul serio, nel Continente Nero, ma i cappi stretti attorno al collo di una studentessa- lavoratrice – sorella maggiore sono molteplici … e alquanto soffocanti. Leggere però mi fa spiegare le ali, mi rende libera.  Ne parlo ora, dell’Africa, all’imbrunire di questo afoso periodo estivo, sperando di riuscire a conservarne il tepore anche quando sarò troppo sommersa dal quotidiano autunnale, fatto di studi e di pioggia. Le pupille ridotte a fessura, cercherò di scorgere l’Africa oltre la nebbia padana. Sognerò l’Africa, così come l’ha sognata Kuki Gallmann molti anni prima di me.  Ci sono alcuni libri, i suoi in particolare, o quello scritto da Karen Blixen (La mia Africa, 1937), che hanno saputo ravvivare in me l’interesse per questo continente magico e allo stesso tempo bistrattato : come una fiammella di brace non mai sparita, e all’improvviso divampata; una luce abbagliante, calda, questo mio desiderio di calcare il suolo africano.

Che potere hanno gli scrittori ! Hanno intessuto quei luoghi di fascino, con i loro ricordi, le fotografie, l’ inchiostro versato. Pagine e pagine sono state scritte, storie di vita straordinaria, che aspettano solo di essere lette ! E chissà che leggendone una non venga anche a voi la voglia di partire per il Kenya, chissà invece che uno di voi non l’abbia già fatto !   Sperando che nel frattempo i clamori di piombo che minacciano la nostra serenità si siano acquietati, inizio a programmare per la prossima estate … Per allora avrò finito di leggere anche un grande classico che sa di Africa, Cuore di Tenebra, di Joseph Conrad, e probabilmente sarò riuscita a mettere le mani su Nata libera, il romanzo autobiografico di Joy Adamson, la cui storia in un certo senso finisce per legarsi, grazie al lavoro di suo marito, il naturalista George Adamson, a quella davvero commovente dei due australiani John Rendall e Anthony Bourke, e del loro amico Christian, il leone. Tempo fa mio padre mi consigliò anche Orzowei, un libro del 1955 di Alberto Manzi, da cui è stata tratta anche una serie televisiva.  Che per inciso, non ho mai visto. Il mio elenco di Storie Interessanti Ambientate in Africa potrebbe proseguire, e includerebbe Salgari, Hemingway, Nelson Malndela, Alexander McCall Smith

Di certo è stata forte l’emozione che ha colto me, leggendo Sognavo l’Africa. E credo che sarà altrettanto forte con Notti Africane, o Elefanti in Giardino. Avete mai letto uno di questi libri ? Se non lo avete fatto, prendetene uno ! Bussate alla porta di Kuki, e lei vi aprirà le porte del suo universo. Vi regalerà il suo cuore, nascosto dentro un uovo appeso al soffitto. Vi confiderà un segreto terribile. Vi sussurrerà strane parole in swahili all’orecchio. Vi farà conoscere la sua famiglia. E anche se piangerete, vi terrà stretti per mano, accompagnandovi fino alla fine del viaggio.

Nuova recensione !

11 Lug

Una nuova recensione è stata aggiunta alla lista. Si tratta del libro che ho scelto per Maggio 2013 : ”Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh !!

 ”Il Linguaggio Segreto dei Fiori è una storia di crescita e superamento di intime difficoltà , di amore, amicizia, fiducia nel genere umano e nelle sue peculiarità. Ma è soprattutto una storia su cosa significhi essere madri, e su cosa voglia dire essere figli, anche se si è sperduti, apparentemente da soli ad affrontare il mondo. E’ un fiore sbocciato i cui petali non sono destinati ad appassire. La vicenda di Victoria e di quelli a lei legati, mi ha preso sin dalla prima pagina, mi ha emozionato, commosso ed esaltato. Perchè Victoria è una persona speciale, e il lettore vorrebbe che lei se ne rendesse conto. Mi sono lasciata persuadere da questa giovane e fragile protagonista dell’idea che il linguaggio vittoriano dei fiori sia un modo meraviglioso per comunicare. Ho consigliato questo libro a mia nonna, che ama tantissimo i fiori, e lei ha concordato con me.”

Immaginese voleste leggere il resto, non vi resta che seguire il link  https://angelawriter90.wordpress.com/recensioni-reviews/maggio-2013-il-linguaggio-segreto-dei-fiori/   !  

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