Verità, amore e tempo

21 Ott

thehateugivecoverTutti stanno parlando di The Hate U Give, vuoi per i premi che ha collezionato, vuoi per il film in uscita…Quel che è certo è che il romanzo d’esordio di Angie Thomas ha lasciato il segno, toccando un nervo scoperto della società statunitense. Razzismo e police brutality sono temi caldi, anzi bollenti, e T.H.U.G. non fa sconti a nessuno nell’affrontarli. Perno della vicenda, che ruota attorno all’omicidio di un ragazzo afroamericano per mano di un poliziotto, è il coraggio della verità, quella che solo Starr, la giovane protagonista, conosce e può rivelare: nella recensione realizzata a gennaio 2018 potete trovare alcune mie riflessioni su questa intensa narrazione, che sicuramente merita di essere letta  e approfondita.

laformadellacquacoverL’amore coniugato in tutte le sue forme vince sull’odio cieco e sul pregiudizio nella meravigliosa fiaba La Forma dell’Acqua. Il libro scritto da Guillermo del Toro e Daniel Kraus mi ha davvero colpita, facendomi macinare pensieri su pensieri per almeno tre mesi dall’uscita del film vincitore di quattro premi Oscar. Anche in questo caso si parla di razzismo e violenza, ma anche di etica e scienza, comunicazione e linguaggio, e di tutto quello che fa di noi degli “esseri umani”, degni di rispetto, cura e diritti. Ne parlo nella recensione di aprile 2018. Un libro che si può apprezzare o meno in relazione agli aspetti più fantasiosi e onirici, si fa portatore di ideali essenziali.

 

fermareiltempoIl tempo si fa percepire in modi ben strani, se sei un uomo di 436 anni tormentato dal passato e con un unico obbiettivo: ritrovare la figlia perduta. Tom Hazard è il longevo protagonista di Come Fermare il Tempo, che  ormai immagino con l’affascinante volto di Benedict Cumberbatch.  L’ultimo romanzo di Matt Haig ci porta a spasso nei secoli facendoci incontrare personaggi storici eccezionali, alcuni inventati e altri noti. Una lettura che ho trovato estremamente piacevole e interessante, in grado di far viaggiare il lettore in epoche e luoghi differenti con estrema facilità, nel giro di poche pagine. La recensione di ottobre 2018 vi aspetta con altri dettagli!

Personalmente mi ricorderò di questo libro per un episodio in particolare, legato a un paragrafo che ha ridotto me e mia sorella alle lacrime… dal ridere! 

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Ottobre 2017 – Le Otto Montagne

26 Ott

Titolo : Le Otto Montagne

autore: Paolo Cognetti

casa editrice: Enaudi, 2016

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E’ una storia essenziale e profonda ad aver vinto quest’anno il Premio Strega: parliamo del libro Le Otto Montagne di Paolo Cognetti, edito da Enaudi nel 2016. In quasi duecento pagine, il racconto della vita di una famiglia e di due amici, che si sviluppa all’ombra delle Alpi. Scorre veloce, ma nella sua apparente semplicità scava a fondo, sa di verità, e poggia su un linguaggio limpido, che senza mai cercare di darsi un tono ci offre poche ma importanti metafore, dal senso tangibile: luccicano appena nella pagina, come luccica a tratti il ghiaccio sulla vetta. Ascoltiamo Pietro Guasti, un ragazzino che, tra salite e discese sul fianco della sua Montagna, diventa uomo. Lo osserviamo procedere un passo avanti all’altro e farsi forza trattenendo i conati, con suo padre alle spalle a vegliare sull’arduo cammino, che non prevede pause di ristoro. Una fatica da matti, per conquistare la cima e per tornare all’origine, a quella sorgente che è madre del futuro, così come il ghiacciaio, contenitore di inverni passati, è padre del ricordo. Domina il silenzio, il non detto, spezzato nella prima parte solo ogni tanto da scambi brevi e duri, tra Pietro e suo padre Gianni, e tra Pietro e Bruno, il suo più caro amico; gli uomini non si parlano mai troppo, a volte quasi per niente. Fanno passare anni, senza dirsi nulla, forse senza mai capirsi davvero, ma al ritrovarsi è come se non fosse trascorso un secondo, nonostante l’allargarsi delle conoscenze e degli affetti, e l’aumentare di rughe, occhiaie, capelli e pensieri grigi. In mezzo, il lavoro di cucito di una donna che tende ai loro legami affettivi come fossero cuccioli da accudire. Ed ecco che i brevi dialoghi piano piano si trasformano in discorsi, i non detti tentano sbocchi e percorsi nuovi per venire a galla, assumono la forma di progetti. Questa è una storia di uomini che amano così intensamente la roccia che tocca il cielo, al di là del bosco, da non poter vivere da nessun’altra parte: la montagna crea una barriera fisica tra loro e la società cittadina, di pianura, col traffico e l’inquinamento, il sovraffollamento, la frenesia continua. La montagna è un rifugio per solitari che impone il suo tributo, in un modo o nell’altro: non offre al cuore alcuna via di scampo, lo lascia scoperto, che sia a godere del calore di una vecchia stufa, con a fianco un amico, o al gelo di un inverno senza fine. Quello che più colpisce, nella scrittura di Cognetti, oltre alla suggestione di un romanzo che ha il sapore di un’autobiografia, sono le descrizioni. La Montagna non è solo l’ambiente, è il personaggio. E’ abete, cembro, ghiaccio, neve, pascolo, larice, rododendro. E’ una serie di nomi precisi, come “berio”, pietraia, che danno al racconto una vera e propria fisicità, e a noi l’impressione di avere a che fare con un corpo e di poterlo toccare con mano. Nel suo blog, paolocognetti.blogspot.it, l’autore definisce così la questione, in un dialogo con Lars Mytting (Norwegian Wood, Sedici Alberi) :

“Dovremmo essere esponenti di un nuovo nature writing, […] un bisogno condiviso di uscire dalle città e recuperare ciò che abbiamo dimenticato là fuori. Ma sappiamo entrambi che la natura esiste solo nella testa dei cittadini. Per chi ci vive in mezzo la natura che cos’è? Un campo coltivato, un bosco di cui l’uomo taglia gli alberi, una costa modellata dal lavoro, una montagna abitata e poi inselvatichita: la cosiddetta natura è un mondo di segni e di nomi, di storie, di relazioni, per questo entrambi preferiamo la parola paesaggio. E “scrittura del paesaggio” è una definizione che potrebbe andarci bene.”

Commento personale: leggere Le Otto Montagne è stato un assoluto piacere. Mi è sembrato di non aver mai conosciuto davvero la montagna, prima di aver letto questo libro. Lodo la sua grande sensibilità, il suo saper emozionare e suscitare meraviglia, per non parlare della bellezza e della sostanza del suo stile narrativo, capace di offrire sensazioni tattili e visive molto precise. Mi ha fatto desiderare di infilare gli scarponi e partire.

 

*questo articolo è contenuto nel n. 65 del giornale interscolastico di Treviso

8 mesi / 50 storie

7 Mag

A settembre dello scorso anno avevo pubblicato tre articoli intitolati 8 mesi/50 storie, che proponevano una carrellata di libri letti fino ad agosto del 2016.

I – Da gennaio a marzo 

II – Da aprile a maggio 

III – Da maggio a luglio

vi lascio ora agli ultimi sette libri della lista. E come sempre … Buona lettura ! 

IV

– agosto –

 

44 [Ago 2016] –Harry Potter and The Cursed Child di JK Rowling, Jack Thorne e John Tiffany

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  • Little, Brown UK, 2016
  • rating : 3,8/5
  • commento : si torna ad Hogwarts con i figli di Harry Potter e i loro amici ! Molto è stato detto su questo copione teatrale – chi in generale ha avuto la possibilità di vederlo a teatro ne è rimasto estasiato, mentre molti altri hanno avuto nei confronti della trama un rigetto totale, quando non un odio viscerale. Io ho provato sentimenti contrastanti, ma la verità inconfutabile è che si è fatto leggere in poche ore, senza che riuscissi a chiudere il libro, ripiombata in un attimo nelle atmosfere magiche del mondo di JK Rowling. Merita senz’altro una rilettura più attenta e un’analisi approfondita perché ho l’impressione che molti nella foga abbiano travisato la figura dell’antagonista e altri elementi, senza capirli molto bene. L’ho apprezzato pur registrandone i difetti. Ci sono scene che non vedo l’ora di veder eseguite sul palco, e credo che la vera magia di questo copione si possa esprimere appieno solo lì, a teatro, per il quale è stato concepito.
  • note : sceneggiatura, no romanzo. Special reharsal ed., letto in lingua originale.
  • un libro tira l’altro : Harry Potter (1-7), Le Fiabe di Beda il Bardo, Il Quidditch attraverso i secoli, Creature Fantastiche e dove trovarle, Pottermore ebooks, Il Seggio Vacante, Cormoran Strike novels. 

 

 

 45- Lei di H. Rider Haggard

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  • Club degli Editori, 1974 (first pub.: 1886)
  • rating : 4/5
  • commento : fossi vissuta nell’ottocento, probabilmente gli avrei dato un cinque pieno. Gusti stilistici a parte,  She è una bella avventura, densa di riflessioni, concetti e scenari affascinanti, dall’Inghilterra dei college all’Africa più misteriosa e inesplorata, a ritroso nel tempo attraverso incredibili manufatti di famiglia, in cerca del segreto dell’immortalità, della verità sui propri antenati. Un’avventura pericolosa, che pericolosamente si conclude.

     “Ciò che è vivo ha conosciuto la morte, e ciò che è morto non può tuttavia mai morire, perché nel Cerchio dello Spirito la vita non è nulla e la morte non è nulla. Sì, tutte le cose vivono per sempre, anche se a volte dormono e vengono dimenticate” – 

  • un libro tira l’altro : Ayesha : the return of She 

 

46-Storia di Iqbal di Francesco D’Adamo

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  • Ed. EL, 2001
  • rating : 5/5
  • commento : sono arrivata a leggere la postfazione con le lacrime agli occhi, e la voglia, il bisogno, di fare qualcosa perché i bambini come Iqbal possano vivere da bambini, e non da schiavi usa e getta nelle mani di mafie e multinazionali. Tanta stima per Francesco d’Adamo, che ha saputo raccontare in modo eccellente la storia di Iqbal e dei suoi amici. Documentarsi e ricordare Iqbal è un obbligo, per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di giocare e di studiare, da bambini, liberi da catene.
  • note: preso in prestito, poi comprato nella nuova edizione. Questa è la storia vera di Iqbal Masih ; Proteggi l’Infanzia. 
  • un libro tira l’altro : Dalla parte sbagliata. La speranza dopo IqbalStoria di Ismael che ha attraversato il mare di Francesco d’Adamo;  Il Quaderno del destino di Martina dei Cas. 

 

47- [Ago 2016] The death and life of Nicholas Linnear di Eric Van Lustbader

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  • rating : 3,9/5
  • commento : ogni volta con Nicholas Linnear l’adrenalina sale alle stelle. Nonostante qualche cliché nelle azioni e nelle situazioni, che mi fa abbassare il punteggio, la lettura non mi ha affatto annoiato, anzi. Ritrovare il ninja per eccellenza è stato fantastico, ma forse sono di parte, leggo Lustbader da che avevo tredici anni e mi ha sempre affascinato !
  • note : ebook, tempo di lettura 1h
  • un libro tira l’altro : la saga di Nicholas Linnear , Bourne 

 

 

48- [Ago 2016] Teorema Catherine di John Green

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  • Rizzoli, 2009
  • rating: 3,9/5
  • commento:  Non una delle migliori opere di Green, but still…Si ritrovano gli adolescenti interessanti, con interrogativi complessi sul mondo e sulla vita che caratterizzano i suoi libri. I protagonisti di John Green sono sempre alla ricerca di qualcosa e sempre molto più intelligenti e raffinati della media, perciò è un piacere averci a che fare. In questo caso la trama si sviluppa in modo semplice, senza grandi sorprese. A metà tra il romanzo di formazione e la storia d’amore, condita da cervellotici teoremi matematici.
  • note : comprato a Vicenza, Libraccio, in una delle prime edizioni italiane. Finalmente ho trovato una copertina decente ! v. Q&A nel sito ufficiale

 

49- [Ago 2016] Il Compagno Segreto di Joseph Conrad

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  • Bur, Classici Moderni, 2007
  • rating : 5/5
  • commento : uno di quei libri dalla struttura narrativa perfetta, che comunque mi fa desiderare un seguito. Ho amato il rapporto che si è creato tra i due protagonisti, tanto da ricamarci sopra a libro concluso, e ho molto apprezzato quel gioco di ombre e di specchi che emerge specialmente dalla voce del capitano, dalla sua psiche, uno sottotesto sull’identità. E mi fa sorridere l’urlo di questi personaggi : “Non stiamo vivendo in un romanzo d’avventura per ragazzi !”. Terminologia tecnica navale molto specifica.
  • note : preso in prestito
  • un libro tira l’altro : Cuore di Tenebra 

 

50- [Ago 2016] Storia di Ismael che ha attraversato il mare di Francesco D’Adamo

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  • De Agostini, 2011
  • rating : 5/5
  • commento : straziante, vero, sincero, nudo. Grande e tremendo come il mare. Come l’uomo. Un ragazzino di quindici anni dalle coste africane parte per “La Talia” dopo aver perso il padre e qualsiasi possibilità di costruirsi un futuro da pescatore nel villaggio che l’ha visto crescere. Il viaggio per la salvezza è però terribile, tra le fauci del mare e quelle degli “squali” sembra non esserci speranza alcuna…
  • note : preso in prestito
  • un libro tira l’altro : Storia di Iqbal, Oh, Freedom

 

 

E sono 50 ! Ora che siamo giunti alla fine di questo percorso, vi chiedo : qual è il libro che vi incuriosisce di più ? Quali invece, tra quelli che avete già letto, vi hanno più colpito ed emozionato ? Ce ne sono alcuni che vi hanno deluso, o che proprio non vi sono piaciuti ? E perché ? 

In ultima, lascio scegliere a voi cinque titoli da recensire in modo più approfondito

 

 

 

 

Lovingbooks

 

 

 

 

 

 

 

The One plus One

2 Mag

QUESTA RECENSIONE FA PARTE DELL’ELENCO REVIEWS II, LUGLIO 2015. In inglese, perché ho letto il libro in lingua appena uscito, e questi sono i pensieri scritti  a caldo, nella stessa lingua.  E’ passato più di un anno, ma pareva brutto lasciarla chiusa nel mio quaderno. Come si suol dire, meglio tardi che mai !

-§-

 

I had a bad migraine in the past few days. I can’t help. Some periods my head hurts so much that I can’t cope with anything; even reading, writing and listening to music, some of the things I love to do the most, become impossible activities. I just know that if I insist to indulge in one of those, I will have to struggle with pain even more the following hours. There are exceptions. There are books that refuse to be closed, even if this means that you will pass out from pain.

THE ONE PLUS ONE

The One Plus One by Jojo Moyes was one of those books.

I bought it months ago, soon after its publishing. I couldn’t wait for the italian translation, not even the few months it occourred to come out; cause I had in mind the feverish sensation the reading of Me before You gave me.

It tooks me three days to finish The One Plus One, without even discount the hours of work. Three days of crying and laughing with the earth in my throath, or in the pages.

It was impossible leaving this story, even with the massive headache I was suffering.

The One Plus One talks about what it means to be part of a family, to love, and to confront the struggles of the real life. Life does not watch anyone in the face. Nor the poor, nor the rich. Bad things happens. Everyone commits errors, or have ill thoughts in desperate moments. Nice things happen too, even when you are not expecting them at all. Keep going. Never give up. Its get better. It will be okay. Seems a bunch of bullshit, isn’t it ? But Jess Rae Thomas and her crazy family will make the reader confident and full of hope about what life can reserve, if only you … keep going. And again. The world is full of dangers and bad person. But when in need, you can count in the kindness of strangers. I could tell you something about the kindness of strangers. It is a real thing. A real, real, thing. Crossed fingers on my heart, I swear it. Then, you don’t need to love romance, to simpatize with Ed and Jess. You don’t need to love math to feel for Tanzie, to admire her and hope for her future and smile and laugh and cry for her.

And surely, you will love Nicky, its own craziness, he “being different”, but not in the way you expected, he being vulnerable but kind and protective and observant. You will want to punch that monster of Jason Fisher in the face. And probably, at the end, you will be satisfied and happy and sad at the same moment, with puffy eyes and all …

Let me tell you sincerely, I will pay this stunt, but it was worth it. Like a crazy, amazing, full-of-trouble journey from England to Scotland in a Audi that could not go over 40 h/km with an enormous farting dog (you will love Norman, too !),  bags of inconvenients, and not so much rest !

Really, it was worth it. You will love it. It is a true story, eventually it gets better, if you only permit yourself to fight, to be honest and to love.

Carry On !

1 Mag

titolo :  Carry On

autore : Rainbow Rowell

ed. : Macmillian, 2015 ; Piemme, 2017

540 pagine 

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Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l’ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

Recensione 

Per chiunque sia appassionato in generale al mondo incantato di Harry Potter : vi ho trovato molte corrispondenze, l’ispirazione è dichiarata, indubbia; ma tante sono le similarità quante sono le differenze. Mi ha divertito e al contempo affascinato l’importanza della lingua nell’uso della magia, tanto che in questa storia appaiono incantesimi buffissimi, a metà tra filastrocche, proverbi, comuni modi di dire e motti pubblicitari. I personaggi sono pieni di colore, e qui è possibile entrare nella testa di molti di loro, perché la Rowell conduce la narrazione attraverso una pluralità di punti di vista. I capitoli sono perciò segmenti molto brevi che rendono la lettura davvero rapida ma a volte anche un po’ frustrante. La struttura però non mi sorprende : appartiene alla Rowell sin da Eleanor & Park ed è tipica degli Young Adult. Inoltre qui si rendeva necessario condensare un “non scritto” di sette anni, che sarà familiare forse solo a chi ha letto Fangirl, e il p.o.v multiplo era l’unico modo per farci conoscere una valanga di personaggi e situazioni in sole 500 pagine. Non ho compreso fino in fondo il ruolo di Agatha, la sua importanza nella storia, se non alla fine, quando esce fuori il suo pensiero su Ebb : allora ho trovato la scelta di inserire anche il suo punto di vista davvero azzeccata. Lucy mi infastidisce e mi intenerisce insieme : è uno strumento nelle mani del lettore, ma la sua presenza si rivela importante solo fino ad un certo punto. Simon e Baz restano gli indiscussi protagonisti -anche se sorge spontaneo fare immediato riferimento a Harry e Draco, la Rowell sviluppandone carattere e storia ha saputo distaccarsi brillantemente dal modello. Non posso dire che mi siano rimasti nel cuore, ma ho letto fino a notte fonda perché volevo assolutamente sapere come sarebbe finita (o iniziata), tra loro. Il finale in un certo senso mi ha sorpreso, specie per quello che capita a Simon. Che dire di Penny ? E’ un comico misto di Ron, Hermione e Luna Lovegood nella stessa persona, amabile e decisiva. ** spoiler alert ** Per quanto riguarda gli antagonisti, è stato secondo me un colpo di genio far confluire la massima rappresentazione del bene e del male nei medesimi personaggi, anche se considero la figura dell’Arcimago un po’ scontata e prevedibile.

In poche parole, è una lettura leggera, non impegnativa ma nemmeno priva di interessanti riflessioni. Ancora una volta si tratta di abbattere muri e pregiudizi, unire le forze, svelare segreti, attraversare passaggi segreti, affrontare il dolore, la morte … ma in special modo Carry On considera la paura di agire, di essere, di amare e di amarsi.

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L’Orologiaio di Filigree Street

27 Apr

Salve lettori e amici bibliofili ! Torno a sorpresa con una recensione che non poteva aspettare, dato che il libro in questione è in questi giorni nelle vetrine delle nostre librerie. Lo avrete già notato perché ha una copertina stupenda, ma a parte questo, il contenuto non è da meno …

titolo : L’orologiaio di Filigree Street

autore :  Natasha Pulley

casa editrice : or. : Bloomsbury USA, 2015 – trad. : Bompiani, 2017 

384 pagine

 

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L’ho letto con estremo piacere. Mi è scivolato addosso e in due giorni mi ha tenuta avvinta a sé come se avesse le braccia meccaniche ma estremamente fluide del polpo Katsu. Chi è il polpo Katsu ? Uno degli eccellenti personaggi di questa storia. Partiamo da loro : se da un lato “peccano” di una descrizione fisica a volte troppo allusiva, mai definita, affatto imperfetta ma direi piuttosto liquida, dall’altro si presentano tutti con vividi colori, tanto che è impossibile confonderli nei dialoghi e nelle azioni. L’orologiaio K.Mori è a mio parere il più riuscito, con una storia personale di cinquant’anni tra Giappone e Inghilterra ottocenteschi, condita da un alone di mistero che permea tutto il corso del romanzo; ma quello che suscita in me più profonda ammirazione, interesse e anche, se vogliamo, tenerezza, è Mr Steepleton, Thaniel, il vero protagonista. Un semplice impiegato all’inizio, il più improbabile degli eroi, che però fin da subito rivela una peculiarità molto speciale, portata sulle pagine col miglior effetto stilistico. Quando al suono si unisce il colore, c’è di che rimanere incantati. Inoltre dimostra di avere in dote sorprendente caparbietà e resilienza. E’ come un lago calmo dalla superficie grigia e uniforme, che d’un tratto rivela le sue sfumature e i tesori nascosti nelle sua profondità. A loro si unisce per vie traverse Grace, una studentessa di Oxford col pallino degli esperimenti esplosivi, una scienziata in cerca di laboratorio, con una madre che nel frattempo cerca di darla in sposa. Grace è irruenta e determinata, dalla mente sveglia e brillante, affatto incline alle tendenze e ai costumi della società, che la vorrebbe sempre protetta e accompagnata, per non dire controllata.

L’orologiaio di Filigree Street è un vero e proprio incastro di meccanismi precisi e delicatissimi. Spostane uno e tutta la trama prenderà pieghe inaspettate, assolutamente sorprendenti.

Questi meccanismi si muovono in un’ambientazione storica così curata e ricercata che risulta piacevole leggere anche solo per scoprirne i dettagli. Il nazionalismo irlandese, il villaggio giapponese di Hyde Park, la bomba a Scotland Yard, il movimento delle suffragette e la condizione sociale femminile, la costruzione della metro di Londra, il telegrafo, gli studi sull’etere luminifero, le prime lampadine elettriche … Leggere è stato come osservare un quadro davvero ben assemblato, mi dava la sensazione di poter essere lì. Un viaggio nel tempo ricco di fascino, che include anche un bel po’ di cultura nipponica. In particolare, mi è piaciuto da matti il laboratorio di Mori, con tutti i suoi congegni e le sue invenzioni a dare un’impronta quasi steampunk, e mi è piaciuta la descrizione di tutta Filigree Street, così ben fatta che potrei giurare di averne scorto la fotografia da qualche parte.

Siamo a Londra, nel 1884. Sotto la minaccia delle bombe del Clan Na Gael, un semplice impiegato dell’Home Office, scapolo con una sorella e due nipoti da mantenere, prosegue la sua vita scandita dal lavoro al telegrafo, quando, in circostanze assai strane, rincasando ritrova nel suo appartamento un orologio d’oro. E questo ritrovamento darà il via a un vero e proprio sconvolgimento della sua esistenza. Tra indagini della polizia, misteri da risolvere, bombe che non si trovano, Thaniel si ritrova catapultato al centro degli eventi. Il suo incontro con K.Mori avviene sotto le circostanze più improbabili, e la sua relazione con lui si evolverà lentamente ma inesorabilmente e lo trasformerà  nell’uomo che ancora non aveva avuto il coraggio di essere. Ho adorato la loro storia, il loro speciale rapporto, dall’inizio alla fine; reputo l’inserimento di Grace provvidenziale in certi casi, antipatico ma necessario in altri, e nonostante questo rimane un bellissimo personaggio. Ciò che lega tutti e tre, credo, è il bisogno primario di costruirsi un futuro in cui possano essere ciò che vogliono e di amare chi vogliono. L’orologiaio di Filigree Street affronta il tema dell’essere chi si è  in base alle coincidenze, ai piccoli grandi eventi della nostra vita. Fino a che punto una persona in grado di prevederle, potrebbe modificare il suo destino e quello di altri? E a quali conseguenze andrebbe incontro?

L’epilogo, quel bullone lanciato in aria di cui non parlerò per non rovinarvi la sorpresa, mi ha fatto davvero sorridere, l’ho trovato una splendida conclusione, una perfetta quadratura del cerchio.

In due parole, per me è un piccolo capolavoro nonostante la conclusione, in particolare la risoluzione del mistero centrale, sembri giungere con la rapidità di un treno in corsa; scritto davvero bene, con dei picchi stilistici che ho apprezzato davvero tanto, è un romanzo che senz’altro amerò rileggere e di cui già sento la mancanza.

Consiglio di lettura : accompagnare con tazze di tè al limone, quanto basta.

Angolo confessione : Più di tutto, mi manca il polpo Katsu. Mi ha fatto lo stesso effetto dello Snaso, il che vuol dire che passerò il prossimi giorni a tormentarmi per la sua non esistenza. 

 

Blog Tour Silvia Devitofrancesco – Lo Specchio del Tempo – Tappa III

3 Dic

silvia-devitofrancesco Lovingbooks vi condurrà in questa terza tappa del Blog Tour di Silvia Devitofrancesco. Continua il viaggio alla scoperta dei personaggi e dei luoghi de Lo Specchio del Tempo !

 

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TAPPA III

– I PERSONAGGI DI “IERI” : Herminia e Heinricus –

 

Nella sua introduzione a Lo Specchio del Tempo, Silvia Devitofrancesco definisce i confini della sua storia, dichiarando le due protagoniste speculari quali donne normali, “comuni, vissute in epoche lontane tra loro e con abitudini e stili di vita completamente differenti”.

Silvia dice :

“ogni persona il cui cuore batte ogni giorno è grande, anche se non ha ricevuto l’appellativo magnus. E’ grande per il semplice fatto che vivendo, è in grado di produrre storia”.

Questo mi ha molto colpito, e mi ha fatto riflettere sull’effettiva grandezza racchiusa in un personaggio  come quello di Herminia, la protagonista duecentesca, lo specchio riflesso dell’Erminia dei nostri giorni. Il contesto storico è quello che vede Federico II di Svevia muovere verso la sesta crociata. Siamo a Bari, nel 1227, e l’aria profuma già di guerra. La drammaticità della storia di Herminia è riassunta nella frase “ il destino di un individuo dipendeva dal suo sesso“.

Herminia è una giovane contessa, in balia di un padre molto severo; il rapporto tra loro è spezzato da un evento che ha irrimediabilmente compromesso la loro possibilità di essere felici insieme. La ragazza è vittima delle convenzioni sociali dell’epoca, costretta in una gabbia che pare costruita ad arte per contenerla. E’ questa sua stessa condizione di inferiorità e di apparente fragilità a renderla “grande”, quando inizia a muovere i primi passi controcorrente, sfidando i costumi, il suo stesso credo, il modus vivendi, e pretendendo dalla vita ciò che fino a quel momento le era stato negato : la libertà di amare chi si vuole, di applicare in un ambiente prettamente maschile le proprie conoscenze, la possibilità di lasciare il suo marchio nella Storia. Herminia, costretta in un giogo di situazioni e momenti drammatici, trova comunque la forza di alzare la testa e affrontare gli ostacoli che le si parano d’inanzi, arrivando alla scelta più estrema …

 

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Così come Herminia, anche frate Heinricus è costretto in un ruolo che non gli appartiene. Vorrebbe fuggire, ma il senso del dovere in lui è forte. In lui la dolce contessina vede due opposti che si amalgamano, la rigidità e la durezza da un lato, l’eleganza e la dedizione dall’altro. Il loro legame è un peccato ai loro stessi occhi, ma ciò che accade dopo lungo desistere appare inevitabile :

 I suoi occhi si avvicinarono ai miei. I nostri sguardi si rifletterono. Le nostre mani s’intrecciarono. Le nostre labbra si schiusero e gustammo l’uno il sapore dell’altra durante un surreale bacio. Il mio primo bacio. Il cuore batteva all’impazzata e avevo completamente perso la lucidità. Quando l’idillio terminò, sistemai i capelli fradici nel cappuccio, chiusi il mantello e senza dire una sola parola, rientrai nel convento attraversando la porta dalla quale eravamo usciti”

-LO SCRIPTORIUM-

Leggendo di questi due  vien da ripensare a certi versi di dantesca memoria :

…Galeotto fu il libro e chi lo scrisse, quel giorno più non vi leggemmo avante.”

I libri sono uno sfondo importante ne Lo Specchio del Tempo. In particolare, il manoscritto cui lavora Herminia su istruzione dell’abate, è un fondamentale anello di congiunzione tra le due storie parallele qui narrate. Lo Scriptorium, con i suoi codici manoscritti, è il luogo in cui la miccia si accende. Uno sguardo, uno sfioramento di mani, una promessa sempre rinnovata … gli ingredienti di antichi poemi riemergono prepotenti tra le pareti di questa stanza, fuggevoli istanti in mesi e mesi di duro lavoro di copiatura e trasmissione del sapere. Sembra quasi di sentire il frusciare dei sai e dei mantelli, il graffiare delle penne d’oca sui fascicoli, lo strusciare dei piedi sulla pietra, mentre i frati ed Hermina portano avanti il loro importante compito.

“Il mattino seguente l’abate mi accompagnò nello scriptorium. Si trovava nell’ala laterale dell’edificio, quello stesso corridoio dal quale l’abate era sbucato la sera prima bloccando la mia fuga. Ero avvolta nel mantello e avevo giurato mille volte che sarei rimasta muta. Seguii l’uomo in un religioso silenzio. Avevo ricevuto un’importante possibilità e non avrei tradito la fiducia che egli aveva riposto in me. L’abate aprì una pesante porta di legno e mi invitò a entrare. Rimasi di stucco : quella stanza era un paradiso. Dalle grandi finestre la luce del sole entrava perpendicolarmente e illuminava le pergamene e i leggii. Dal lato opposto della stanza, numerosi armaria contenevano i preziosi volumi, alcuni dei quali donati da mio padre. Questa mia attenta osservazione fu interrotta dall’abate, il quale mi mostrò un tavolo appartato.

<<Ecco, Herminia, quella sarà la vostra collocazione. Mi raccomando, non fatemi pentire>>

Sorrisi dolcemente. <<Non vi pentirete, signor abate>>

Il mio destino sarebbe stato quello di diventare un amanuense. Una donna amanuense, per la precisione.”

°§°

 

Spero che questa tappa vi sia piaciuta e abbia acceso la vostra curiosità ! A domani con Giacomo Ferraiuolo per l’intervista con Silvia Devitofrancesco !

Per partecipare al giveaway condividete, commentate e seguite i blog che ospitano le tappe. Cliccate qui : a Rafflecopter giveaway – per una copia ebook de Lo Specchio del Tempo ! E il 5 dicembre visitate Bosco Dei Sogni Fantastici 🙂 

 

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Silvia Devitofrancesco Blog Tour – Lo Specchio del Tempo

30 Nov

Blog Tour Books vi aspetta il primo dicembre con Lo Specchio del Tempo di Silvia Devitofrancesco !

Blog Tour Books

Ciao a tutti, amici bibliofili !

La lunga attesa è finita, i mesi di restyling e preparazione sono terminati, ed eccoci finalmente pronti ad annunciare un nuovo blog tour.

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Mi permetto di fare un’introduzione in prima persona : ho avuto modo di leggere Lo Specchio Del Tempo già quest’estate, e mi ha affascinato in modo repentino e inaspettato. Sono stata sorpresa dalla storia di Silvia Devitofrancesco,la ragazza in rosso, che con le sue parole mi ha catturata a tal punto da farmi arrivare alla parola “fine” nel giro di un solo pomeriggio. E’ stato quindi un vero piacere per me essere coinvolta nell’organizzazione del suo blog tour, e sono lieta di poter presentare il libro e la sua autrice a chi magari non abbia ancora avuto modo di scoprirli.

Ringrazio vivamente Isabella, una collega davvero straordinaria, senza la quale non combinerei nulla; Dana, Mariagrazia e Giacomo per…

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Blog Tour “Plettri e Sigarette” – I tappa

28 Nov

 

 

Buongiorno a voi amici bibliofili, e benvenuti a bordo !

Questa volta ho l’onore di aprire le danze, conducendovi nella prima tappa del Blog Tour “Plettri e Sigarette”, titolo d’esordio di una giovane autrice, Mariam Tarkeshi, che forse voi conoscete già grazie al suo blog Le Opinioni Letterarie di una tipa che odia un sacco di cose“. Andate a darci un occhio, btw, e scoprirete le istruzioni per vincere una copia gratuita di Plettri e Sigarette

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Bibliotheka Edizioni lo pubblicherà il 16 gennaio. Io personalmente non vedo l’ora di leggerlo : un po’ perché ho avuto modo di sbirciare qualcosa in anteprima, un po’ perché gli ingredienti di questa storia bastano a farmi drizzare le antenne : rock’n roll, Londra, i sogni e le ambizioni di otto giovani protagonisti incasinati forte,  con l’arte nel sangue … Dai, sbirciamo la quarta di copertina !

 

I TAPPA –  TRAMA e PROLOGO

 

Titolo : Plettri e Sigarette

autore : Mariam Tarkeshi

casa editrice : Bibliotheka edizioni 

trama :  La musica, il sogno di diventare famosi, le incomprensioni, le gelosie, le idiosincrasie di otto giovani artisti in erba londinesi. “Plettri e Sigarette” parla di Nancy, che non si sente protagonista neanche della propria vita e di Thomas, cresciuto a pane e fumetti con il sogno di passare da secchione a eroe. Subito accanto a loro troviamo Charlotte, un po’ puttana e un po’ bambina, che affoga le sue insicurezze nell’alcol, e Judith, abbandonata a se stessa nel vortice dei disordini alimentari e dell’autolesionismo. Poi c’è Evan, a prima vista il giullare della situazione, che ha perso i genitori da piccolo e si sente in dovere di proteggere la sorella Anna dal mondo. C’è Johnny, il suo migliore amico, figlio di genitori assenti ed episodi di bullismo che l’hanno lasciato incapace di affrontare il mondo. Dietro tutti loro si nasconde Adam, arrampicatore sociale per cui ogni cosa può trasformarsi in un mezzo per raggiungere un fine. Il lettore assiste alle vicende attraverso gli occhi di ciascun personaggio, che si racconta apertamente in un susseguirsi di salti temporali e versi di canzoni. La trama si manifesta come un puzzle: un pezzo alla volta, non necessariamente in ordine, ma con la possibilità, alla fine, di avere del tutto una visione d’insieme.

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Un gruppo tra i più vivaci e interessanti, non credete ? C’è da pensare che ne leggeremo delle belle … Amo i libri con molteplici punti di vista, perché ti insegnano che non esiste mai una sola versione della storia, e amo le storie che sanno toccare temi delicati come quelli citati dalla trama, che parlano delle fragilità degli esseri umani, e dei precipizi in cui ricadono, a volte senza trovare appigli per evitarlo.  La musica, nelle pagine che seguiranno, sembra fare da sottofondo e insieme partecipare alle insicurezze e ai drammi di questi giovani artisti; mi viene da chiedere quante difficoltà si troveranno a fronteggiare e in che modo i nodi verranno al pettine. Quel che è certo, la promessa è quella di un puzzle complesso che verrà comunque portato a compimento nell’ultimo atto.

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Voglio lasciarvi con le parole di Mariam.

Ecco, in anteprima per voi lettori,  lo sferzante prologo di Plettri e Sigarette : 

31 Dicembre 2012

Giuro che la testa potrebbe scoppiarmi in questo momento. Proprio qui, proprio ora, addosso a questa gente che non si vuole spostare, che si agita, che si muove a ritmo di bassi a batterie assordanti, che…
Ti prego, fa che vada tutto bene.
«Nancy?»
Credo che questa serata non dovrebbe esistere. Questa serata… sono molto arrabbiata con questa serata.
Le mie tempie, le sento creparsi.
Charlotte. Charlotte, dove sei?
«Nancy, che hai?» Qualcuno mi chiama, e mi chiedo come io possa sentirlo sopra tutto questo frastuono.
Thomas scende dal palco di corsa e Adam afferra il cellulare, nessuno sa cosa stia succedendo e la musica di non so che gruppo famoso esce violenta dagli altoparlanti, il buio e il trambusto coprono la loro vergogna. Anche se li noto solo io. Anche se…
Charlotte, ti prego, torna qui. Charlotte, Charlotte…
«Nancy, stai bene?» Due mani mi afferrano saldamente le spalle e mi ritrovo davanti al viso il petto di un ragazzo con la maglietta dei Ramones.
Chiunque tu sia, ti prego, toglimi questo dolore.
«Nancy, guardami.»
Chiunque tu sia, portami via di qua.
«NANCY!»
Judith è sparita e Anna beve birra, Thomas è il riflesso della luce sui propri occhiali. Johnny è così snello e sottile che i suoi vestiti scuri lo nascondono nel buio chissà dove.
Una delle mani si stacca dalla mia spalla e scende con due dita sotto il mio mento, mi tira su il viso e oh cazzo le luci, le luci in faccia, non è umano, non è…
Con gli occhi semichiusi scorgo il volto di Evan, distorto dalla preoccupazione/dal dolore/da questa serata che è probabilmente la serata più sbagliata di tutta la nostra vita.
«Dio, se sei messa male» mi dice. «Ti porto fuori.» Quella stessa mano che mi teneva il viso alzato scivola verso il mio polso e mi porta via con sé, lontano da tutto questo, al sicuro.
Charlotte?
L’aria gelata di Londra a Dicembre mi sferza il viso, risvegliandomi dalla catatonia in cui ero crollata. La porta del Pizza & Rock sbatte dietro di noi e barcollo, Evan mi regge, io mi fermo. Alzo lo sguardo dai miei piedi alla zazzera rossa del mio batterista. «Dove sono gli altri?» chiedo con un filo di voce.
Lui si accende una sigaretta, si guarda intorno in modo sciolto. «Qui non ci sono.»
Lo ucciderei, giuro. Gli prenderei la testa e gliela sbatterei contro il marciapiede pieno di lattine vuote e gomme masticate. Non sono in vena di scherzare.
Questa serata finirà male.

 

Questo è il momento in cui uno maledice di non avere il libro già a portata di mano … Se come me siete già morbosamente curiosi, vi consiglio di seguire le prossime tappe del blog tour, di cui qui di seguito riporto il calendario :

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2 Dicembre: Com’è nata la storia. (Coaching per scrittori e autori)
9 Dicembre: Presentazione dei personaggi femminili. (Bookish Brains)
15 Dicembre: Estratti del romanzo (1) (Storie di pagine)
21 Dicembre: Il soundtrack del romanzo (1) (Libri al caffè)
27 Dicembre: Presentazione dei personaggi maschili. (Books in Kensington Gardens)
2 Gennaio: Estratti del romanzo (2) (Da una stella cadente all’altra)
7 Gennaio: Il soundtrack al romanzo (2) (Twins Books Lovers )
12 Gennaio: Intervista all’autrice – me, lol. (Angel’s Book Reader)
16 Gennaio: Rivelazione della copertina. (Il rumore delle pagine)
22 Gennaio: Il lavoro svolto insieme alla Bibliotheka Edizioni. (ControLetture)

 

Come sempre, vi auguro buona lettura !  

Recensione : Verso Le Luci del Nord

20 Set

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VERSO LE LUCI DEL NORD –  Drove trough ghost to get here

di Alessia Savi

ed.: indipendente, Kindle ebook

anno di pubblicazione : 2016

428 pagine

sito ufficiale : www.alessiasavi.com

pagina facebook : Il Posto delle Parole

 

Premessa

Adoro Supernatural. Sembrerà una cosa scema da dire adesso, ma sul serio, adoro Supernatural, la serie tv con protagonisti Sam e Dean Winchester. Adoro il soprannaturale in tutte le salse, amo il fantasy, e sguazzo nelle distopie, anche se leggo e guardo ogni cosa sempre con quel vuoto alla bocca dello stomaco, quella sensazione che esplica il pensiero : se fosse vero sarebbe terrificante, e non vorrei viverlo per niente al mondo. Ecco. Da un lato il fascino dei personaggi, che seguiresti anche in capo al mondo, per millemila stagioni, pur di stare in loro compagnia ancora un poco. Dall’altro il terrore sottile che ti prende, quando si fa strada dentro di te l’idea che, anche se i nostri demoni oggigiorno hanno altri nomi, gli esseri umani la strada per l’Apocalisse sono bravissimi a percorrerla da soli, in fila per due come tante marionette a testa china, in un silenzio assenso che spacca la barriera del suono. Il nostro Inferno in terra è fatto di guerre e di crisi economiche, di schiavi, di rifugiati e di morti di fame, di libertà in equilibrio precario e di dittature, di intolleranza e crudeltà senza ragione, di ghiacciai sciolti, acque inquinate, foreste stuprate. La strage degli innocenti si compie ogni giorno sotto il nostro naso e sembra non esserci soluzione per fermarla. Così ammetto che leggendo VERSO LE LUCI DEL NORD ho quasi trovato conforto, perché nonostante la realtà descritta sia terrificante, davvero terrificante, i suoi protagonisti si rimboccano le maniche e agiscono, e hanno il carisma e il fascino necessario per essere davvero grandi, ma soprattutto hanno la conoscenza, il ricordo di come era prima, la speranza che il loro agire possa aiutare a riportare la pace e l’equilibrio. Sono personaggi a tutto tondo, con pregi e difetti, e questo mi ha dato la possibilità di calarmi nei loro panni. Soffrono moltissimo, cadono un sacco di volte. Ma si rialzano. Continuano a combattere, spuntando sangue e versando lacrime. Sono, in poche parole, un esempio di come un eroe della letteratura fantastica possa essere un modello e un monito per noi, che realmente percorriamo queste terre. Quando trovo personaggi così, storie così, inevitabilmente me ne innamoro, e non posso fare a meno di sentirmi ispirata e un po’ più speranzosa. Se qualcosa di solito ti insegna, la letteratura di questo genere, è che, anche quando tutto sembra perduto, anche quando ci troviamo a percorrere le tenebre più fosche, c’è sempre la possibilità di ritrovare la luce. O di crearla.

Su trama, ambientazione e personaggi

Questo libro non si lascia posare. Verso le Luci del Nord è scritto in un linguaggio onesto e coerente, ed ha uno stile narrativo fluido e scorrevole, talmente tanto che all’inizio avevo l’impressione che mi mancassero troppi pezzi per seguire bene l’evolversi degli eventi : zero infodump. Dopo poche pagine sono stata catturata, senza possibilità di fuga alcuna. Risucchiata in una Terra post-apocalittica, terrificante e allo stesso tempo affascinante, in cui tutte le creature dell’Inferno sembrano aver preso residenza… L’autrice non ha bisogno di dirci com’era prima del Grande Bagliore, prima dell’Apocalisse. Lo sappiamo da noi. Ed è triste pensare che molti dei suoi personaggi neppure possano immaginarlo, perché sono nati e cresciuti in questo mondo distorto dalle tenebre, tra possessioni demoniache, zombi, Bracconieri, Orfani e Banditori senza scrupoli. Un mondo in cui è possibile perdere l’anima, imbattersi in veggenti, animali mutanti, sciamani, stregoni voodoo e generali infernali. Un mondo in cui fidarsi di qualcuno potrebbe voler dire perdere la vita. O peggio. I protagonisti di Verso Le Luci del Nord lo percorrono in lungo e in largo , anche se il loro viaggio insieme a noi lettori si concentra negli Stati Uniti; le città che incontrano nel loro travagliato cammino sono il fantasma di ciò che erano un tempo. Un fantasma irrequieto, rancoroso, che non perdona. Tamara Willson e Dave Higgles persistono nella loro missione, chiara sin dall’inizio. Raggiungere le Luci. Il loro viaggio non è solo un sopravvivere, ma un cercare nuove risposte, nuove possibilità, e dovrebbe avere un’unica direzione : il nord. Il tragitto, che avevano programmato con tanta cura, viene però cancellato da una singolare deviazione, che scatena una serie di eventi, di scontri ed incontri, che tengono la suspense sempre alta. Viene spesso da chiederselo : è il caso o il destino, che smuove le carte in tavola ? E che senso ha la fede, in un mondo simile, che sembra aver scardinato tutte le regole prima conosciute ? Un mondo che, come sottolinea spesso Tam, non è fatto per i buoni, o i deboli di cuore… A chi, o a cosa, si dovrebbe credere, ora ?

Dave è come una montagna. Non importa quante crepe corrano tra le sue pareti, si mostrerà sempre implacabile, solida nel furore della tempesta, immobile e spesso silenziosa, ma non meno pericolosa dei tuoni che le cadono addosso. La personalità di Tamara invece è affilata come la lama di un coltello, e calda come fuoco di brace. I suoi occhi vedono molto più di quanto lei vorrebbe, il suo talento è anche una maledizione. Trovo curioso che sia la prima ad affermare di non credere in quello che i suoi occhi non vedono, eppure sia anche la più determinata a raggiungere le Luci, sperando che possano avere per lei delle risposte. Mi piacerebbe parlare anche di altri personaggi, in particolare di Maddie, ma temo che vi svelerei troppo. E’ in ogni caso un personaggio a cui mi sono affezionata, e che ho seguito con interesse e una certa meraviglia, man mano che procedevo nella lettura …

I dogmi delle religioni vengono scardinati, ma l’essenza, le reliquie, i testi sacri, le antiche lingue, i simboli, sono preservati come qualcosa di prezioso, che può aiutare a liberare l’umanità dal giogo infernale in cui si è lasciata ingabbiare. Tamara e Dave in questo giocano un ruolo unico, importantissimo, perciò vengono inseguiti da una folta, pericolosa e imprevedibile schiera di nemici, che concorrono anche tra loro, pieni di ambizione e sete di potere. Barbero e tutti gli altri, che non citerò per non rovinare la sorpresa, non sanno cosa sia la pietà o la misericordia, e lo dimostrano a più riprese, in scene talvolta davvero cruente. Dave e Tam però non sono affatto degli sprovveduti, e ne hanno passate sin troppe per arrendersi alla prima difficoltà …anche se ogni tanto una settimana di ferie non guasterebbe !

Verso le Luci del Nord ti obbliga a seguirli nelle loro peripezie, a soffrire con loro, a gioire dei pochi, brevi momenti di pace, tra una disgraziata concatenazione di eventi e un’altra ancora peggiore, a sperare con tutto te stesso che quelle Luci esistano davvero e non siano solo una leggenda priva di fondamento, interrogandoti, per tutto il tempo, sul loro mistero,  sul senso della fede, sul senso della vita e dell’identità, sulla forza e il coraggio che servono per costruirla, compiendo scelte per se stessi, sulla libertà e sull’importanza di spezzare certe catene, sull’amore e sull’amicizia in tempo di guerra, sul senso del ricordo e della conoscenza, per preservare i valori di un’umanità a rischio.

***Da ultimo sottolineo un elemento che per me è di profondo interesse, da studiosa di storia e antropologia : tutta la simbologia e i richiami mitologici e biblici, ma anche tutti gli accenni alla cultura creola, e alla vita nomade, sono sapientemente inseriti, e mi spingono a fare qualche ricerca prima di buttarmi in una più consapevole rilettura.***

Commento personale :

Ho amato Verso Le Luci del Nord, e …ne vorrei ancora. Vorrei sapere cosa succede dopo e quali saranno le conseguenze di certe azioni. Vorrei scoprire qualcosa in più su certi personaggi. Come ho detto all’inizio, vorrei percorrere insieme a Tam e Dave un altro pezzetto di strada, se possibile. Vi sembreranno tante, 428 pagine, ma le ho divorate in pochi giorni : appena avevo un attimo di tempo, riaprivo il mio Kindle per sapere se i nostri eroi sarebbero sopravvissuti all’ennesima avventura, e a quale prezzo, e se sarebbero mai giunti alle Luci.

5 stelle piene, assolutamente consigliato, specie agli amanti del genere !!!

 

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