Angie Sage & Catherine Fisher : Exploring Fantastic Worlds

L’Hay Festival il 26 maggio di quest’anno ha ospitato due autrici che hanno molto in comune, per invitarle a parlare di mondi fantastici, guidate dal simpatico scrittore britannico Daniel Hahn.

Angie Sage

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è conosciuta anche in Italia per la saga di Septimus Heap. E’ facile vedere nella sezione bambini e ragazzi di molte librerie e biblioteche i primi quattro volumi della serie :  Magya, Volo, Alkymia, Rycerca– , non altrettanto vedere gli ultimi. Sulla pagina di Wikipedia è possibile però scoprire i titoli delle traduzioni ancora inedite di Syren, Darke e Fyre.

Per chi ama il mondo di Septimus, sappia che nel novembre del 2014 è uscito il primo libro della trilogia spin off, TodHunter MoonPathfinder, traducibile in Tod Cacciatore di Luna – Esploratore. Purtroppo l’autrice mi ha rivelato che non è stato preso alcun accordo con le case editrici italiane, e quindi questo nuovo libro, come gli ultimi della serie di Septimus, non verrà tradotto nella nostra lingua. Non ho problemi a leggere in inglese, mi spiace solo che un pezzo di magia letteraria venga tolto alla maggior parte dei piccoli e grandi lettori italiani.

Catherine Fisher

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è una scrittrice gallese che personalmente non conoscevo, autrice di poesie e di diverse serie per ragazzi, tra cui la saga di quattro libri Chronoptika. In questa occasione ha presentato il terzo volume, The Door in the Moon, e ha parlato anche dei due precedenti romanzi della serie : Obsidian Mirror e The Slanted Worlds. Questi romanzi non hanno traduzione italiana, a differenza di un altro libro dell’autrice, Incarceron (*di cui dovremmo vedere il film. Si parlava di Taylor Lautner come protagonista, anni fa). Per saperne di più anche sulle traduzioni in programma con Fazi Editore, vi consiglio di leggere l’intervista che il blog italiano casualmente omonimo ‘The Obsidian Mirror’, ha realizzato con l’autrice.

 

Ma passiamo all’intervista di Daniel Hahn in occasione dell’Hay Festival. Sotto il cielo stellato dello Starlight Stage le due autrici sono state portate a discorrere di vari temi inerenti ai libri che le hanno rese famose anche fuori dal Regno Unito.

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Daniel è stato bravissimo nel guidarle con domande molto acute sul procedimento di immaginazione e creazione dei mondi e dei personaggi, e sul modo in cui  pensare al lettore ideale, in un’ottica di vendita della casa editrice, possa influire sulla scrittura. Entrambe hanno asserito di non pensare in alcun modo ad un lettore ideale, maschio o femmina che sia, perché sono interessate più allo sviluppo e alla crescita interiore dei personaggi di cui scrivono in quanto esseri umani, a prescindere dal loro sesso. Eppure Angie ha sottolineato che ha scritto Pathfinder perché desiderava finalmente scrivere una storia con una protagonista femminile. Non che la saga di Septimus Heap manchi di personaggi femminili forti, decisivi e interessanti, (basti pensare a Jenna), ma quello che cercava Angie era una ragazza che finalmente fungesse da motore della storia.  E questo è il motivo per cui ha creato TodHunter Moon.

Catherine Fisher dal canto suo, mostrando il libro al pubblico ha evidenziato il suo disappunto per il cambio di design di copertina della sua saga, ora che si è alla pubblicazione del terzo volume, The Door in The Moon. Per due motivi : il primo è che il lettore bibliofilo, (*alza la mano*), di solito preferisce che le copertine di una serie costituiscano un visibile continuum tra loro. Sono infinitamente d’accordo. Ogni volta  provo un leggero fastidio nel guardare i libri de La Ragazza Drago, in fila nella mia libreria, e notare che L’Albero di Idhunn è l’unico tascabile. O Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R R Martin, in edizioni e ristampe tutte differenti tra loro. Scherzando Daniel Hahn ha suggerito che questo è un trucco per far ricomprare ai fan Obsidian Mirror e Slanted Worlds. Il secondo motivo, dice la Fisher, è che basta guardare questa nuova copertina per capire che una fetta di lettori maschi, (che non avevano avuto nessun problema a prendere in libreria o in biblioteca i primi due volumi di Chronoptika- Obsidian Mirror), adesso probabilmente si sentiranno in imbarazzo. In effetti la copertina qui sotto si potrebbe immaginare più facilmente in mano a una ragazza. Cathrine Fisher pensa che prendere un libro non dovrebbe mai causare vergogna, o imbarazzo. Per questo ha fatto cambiare il colore della fascia inferiore, da rosa a verde. Un colore più neutro. Meno femminile.  Personalmente non credo che un lettore appassionato e intelligente dovrebbe farsi fermare da pregiudizi di genere. Bando agli stereotipi, aprite il libro e immergetevi in questa nuova avventura ! {79493B70-B6F4-44FE-A632-A398F1262AC2}Img400

TodHunter Moon – Pathfinder, ha un allacciamento ideale con la saga di Septimus Heap. Così ne parla Angie Sage dal suo blog :

-The first book, PathFinder, begins 7 years after Fyre ends. We start off with three new characters; Alice TodHunter Moon (Tod) and her best friends, Ferdie and Oskar Sarn. Through the incursions into their village of some vicious creatures called Garmin, their lives become intertwined with Nicko and Snorri, Jenna and Septimus. So we get to go back to the Castle and see how  everyone is doing, including Marcia, of course.-

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-Il primo libro, PathFinder, inizia 7 anni dopo la fine di Fyre. Cominciamo con tre nuovi personaggi; Alice TodHunter Moon (Tod) e i suoi migliori amici, Ferdie e Oskar Sarn. Con l’incursione nel loro villaggio di alcune malvage creature chiamate Garmin, le loro vite giungono a intrecciarsi con Nicko e Snorri, Jenna e Septimus. Così torniamo indietro al Castello e vediamo come se la stanno cavando tutti, inclusa Marcia, ovviamente.-

Allo stesso tempo Pathfinder ci tiene a presentarsi come qualcosa di nuovo. Magyk, questa essenza di cui si parla nella storia di Tod, è un qualcosa di scientifico, descritto e usato in modo tecnico. La Sage ha detto che se potesse riscrivere il libro adesso (-il secondo, TodHunter Moon- SandRider, uscirà in ottobre, n.d.A.), non inserirebbe nuovamente degli stregoni tra i personaggi, proprio perché Magyk non ha nulla a che fare con bacchette, formule e incantesimi. 

Questa è una delle cover disponibili sul mercato. Più tradizionale, si ricollega al design delle prime copertine di Septimus Heap.

La cover di Pathfinder presente al festival di Hay, nell’edizione stampata dalla Bloomsbury. Quale delle due preferite ? Anche l’occhio vuole la sua parte !

Catherine Fisher ha poi fatto un breve riassunto, privo di spoiler, sugli elementi principali di trama e personaggi dei tre libri della saga Chronoptika Quartet, (il quarto lo sta ancora scrivendo). Credo che leggerò Obsidian Mirror & co. perché il fulcro di questa saga è nei viaggi del tempo. L’ho già detto che adoro i viaggi nel tempo ?! L’autrice vi ha agganciato elementi di folklore e magia, e lli ha intrecciati al mondo che conosciamo. E’ stato un suo obbiettivo, ha rivelato alla sala, scrivere di viaggi nel tempo senza cadere in cliché alla Doctor Who.

Questa la trama del primo volume, Obsidian Mirror, dal sito ufficiale della scrittrice :

Jake Wilde’s father has disappeared, while working with his friend, the reclusive and mysterious Oberon Venn, on a strange black mirror that Venn believes to be a time machine. Jake gets himself expelled from school and sent to Wintercombe Abbey, deep in the heart of Devon, to find out just what’s going on.
Meanwhile a girl appears out of thin air pursued by a wolf of Ice and a Replicant from the future.. Sarah too ends up at Wintercombe, where Venn is desperate for the Mirror to restore his lost wife, Leah. Only she knows the terrible dangers the mirror will bring to the world’s future. And in the Wood all around the house live the Shee, and their beautiful, deadly queen, Summer. Who has other plans for Venn….
A mix of fantasy and time travel, with seven identical cats, breathtaking escapes through the cellars and alleys of Victorian London, a mysterious scarred man, and a servant who might be a genie, The Obsidian Mirror is the first in a projected set of four books- The Chronoptika.

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Il padre di Jake Wilde è scomparso, mentre lavorava con il suo amico, il recluso e misterioso Oberon Venn, in uno strano specchio nero che Venn crede essere una macchina del tempo. Jake si fa espellere da scuola e mandare a Wintercombe Abbey, nel profondo Devon, a cercare di capire cosa sta accadendo.
Nel frattempo una ragazza appare dal nulla inseguita da un lupo di ghiaccio e da un Replicante dal futuro. Anche Sarah finisce a Wintercombe, dove Venn aspetta disperatamente che lo Specchio gli restituisca la perduta moglie, Leah. Solo lei sa i terribili pericoli che lo specchio porterà al futuro del mondo. E nella Foresta tutto intorno alla casa vivono gli Shee, e la loro bellissima, letale regina, Summer. Che ha altri piani per Venn…
Un mix di fantasy e viaggi nel tempo, con sette identici gatti, fughe mozzafiato attraverso le prigioni e i vicoli della Londra Vittoriana, un misterioso uomo sfregiato, e un servo che potrebbe essere un genio, Lo Specchio D’Ossidiana è il primo di progettato  set di quattro libri – Chronoptika.    

L’autrice ha proseguito su invito di Daniel Hahn con la lettura delle prime pagine di The Door in the Moon. Mi ha entusiasmato, davvero tanto, non solo per il contenuto. Rispondendo ai complimenti del conduttore, Catherine Fisher ha ammesso di leggere spesso ad alta voce, e di amare la poesia. Per questo è molto attenta alla sonorità delle parole, e ciò influisce anche sul suo modo di scrivere, e nella ricerca dei nomi per i suoi personaggi. – A tal proposito, Oberon Venn è davvero un bel nome!– ha asserito Hahn a quel punto.  – E’ stata un’invenzione spontanea- ha detto Catherine di rimando, sorridendo orgogliosa del suo personaggio.

Angie Sage non ha letto con un’intonazione altrettanto accattivante, complice una brutta tosse. Anche la partenza di Pathfinder di per sé , bisogna dire, è abbastanza lenta. Eppure è riuscita a captare la mia attenzione con pochi sapienti dettagli, affatto banali, e ha chiuso con un hook magistrale. Mi sono chiesta perché Tod sembrasse così sola e spaventata. Me lo chiedo ancora, non vedo l’ora di leggere.

La Fisher invece per quanto brillante nella narrazione e nella lettura ad alta voce, per The Door in the Moon è ricorsa a meccanismi di partenza già noti. Il protagonista, Jake, sta dormendo. Ha un incubo su suo padre, che è intrappolato dietro una sorta di maschera, da cui il figlio non riesce a liberarlo … Al suo risveglio Jake viene minacciato nella sua stanza da due uomini,  che gli puntano un’arma contro e gli tappano la bocca. Il lettore immediatamente si preoccupa per lui, ma un angolo della sua mente non può fare a meno di interrogarsi : dove l’ho già vista/sentita questa scena?   

Le domande del pubblico sono state molte – non me lo aspettavo – , e molto interessanti, specie quelle dei bambini.

Come sai quando è arrivato il momento di finire il libro?

A.S/C.F. : Strutturo la storia, con una divisione in venticinque capitoli. So che qualunque sia il punto a cui sono arrivata, al venticinquesimo capitolo devo fermarmi. [Questo discorso vale  per le saghe più lunghe, mi chiedo quale sia la loro risposta per un libro autoconclusivo. **Neil Gaiman ha dato una risposta molto differente a questa stessa domanda**]

Che libro amavi leggere da piccola ?

C.F. : Alice in Wonderland (Alice nel Paese delle Meraviglie). Mio padre odiava leggere storie fantasy, o che comunque avessero questo pizzico di magia. Aveva una mente pratica e razionale che trovava inconcepibile e inspiegabile l’idea di un coniglio parlante e di un cappellaio matto… L’ho obbligato per molto tempo a leggermi solo questo. Lo adoravo.

A.S.: Winnie Pooh. Ogni membro della mia famiglia era un personaggio della storia. Io ero Pimpi, mio fratello era Tigro …

Quando scrivete, tenete conto dell’età dei vostri lettori?

C.F/A.S : Non mi piace restringere il campo dei miei lettori né in base al genere, come è stato già detto, né tantomeno in base all’età. (Angie Sage però ha ammesso che la regola che segue di solito è :  non scrivere cose che un bambino di nove anni non potrebbe capire. Avrebbe voluto inserire un po’ di romance, indagare meglio lo sviluppo delle relazioni tra alcuni personaggi, ma non le è stato possibile per questo.)

Quale personaggio tra quelli che avete inventato  vi piacerebbe incontrare, se poteste ?

C.F.: Oberon Venn. Perché ha un passato tragico, una personalità affascinante, ed è un tipo molto ingegnoso e misterioso.

A.S.: Silas Heap !

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Per concludere è stata un’esperienza magnifica, e la mia lista TO READ si è allungata di diverse righe ! Alla fine sono anche riuscita a farmi autografare il libro da Angie, e a ringraziarla personalmente per le belle storie che scrive. Mi ha detto che era la prima volta che autografava un suo libro in lingua italiana, e che era molto contenta di poterlo fare, finalmente !

Cosa ne pensate? Avete mai letto qualche libro di una di queste due autrici ?

Hay Festival !

Howdy !

Many things happened since the last time I wrote here. Maybe you didn’t even notice the new reviews and Themes first post !  If this is the case, click the follow links  ! [Neverwhere/Nessun Dove; The Changeling/Il Bambino Scambiato; Gala Cox e il Mistero dei Viaggi nel tempo; A Single Man/Un Uomo Solo; La ricerca della felicità/ The Pursuit of Happyness]

Salve !

Sono successe tante cose dall’ultima mia puntata qui. Forse non vi siete nemmeno accorti delle nuove recensioni e del primo post nella sezione Themes*! Se questo è il caso, cliccate nei link qui sopra !

Torno or ora da una settimana pazzesca in Galles, più precisamente nella città dei libri, Hay-on-Wye.

UK map

Questo piccolo paesino vicino al confine con l’inghilterra, (tanto da essere stato in passato diviso in due zone, una gallese e una inglese), è il regno incontrastato di Richard Booth, autonominatosi King of Hay nel 1977. E’ a lui che si deve l’incredibile quantità di libri presenti in ogni angolo della cittadina. Un paradiso per ogni lettore, dai collezionisti ai cacciatori di prime edizioni, dai bibliofili agli esperti bibliotecari, che sapranno quando comprare un buon libro di seconda mano e quando invece starne alla larga. Trovo che la  Richard Booth Bookshop sia una delle librerie più belle, impossibile non fermarsi tra i suoi scaffali, anche se solo di passaggio.

E’ stato un viaggio in solitaria il mio, organizzato con pochi mesi d’anticipo, risorse risicate, abbondantemente rimpinguate dall’ entusiasmo. La sola idea di incontrare e sentire parlare autori che stimo da anni mi ha messo le ali ai piedi !

Un’esperienza unica e indimenticabile, passeggiare tra le vecchie case di pietra, le strette stradine, e gli scaffali delle sue innumerevoli librerie, (più di trenta, sparse per tutto il centro città); fermarsi a sbirciare tra gli honesty bookshops, specie quello del castello seicentesco;Visitare le librerie mi ha fatto una buffa impressione. Avevo quasi la sensazione di trovarmi in biblioteche vecchie e polverose, poi giravo l’angolo e vedevo scaffali e tavoli di ultime novità. Quasi mi girava la testa. Mi mancava il fiato. E’ come partecipare a una caccia al tesoro, entri, giri e non sai cosa potrai mai trovare nascosto in mezzo a tutti quei volumi con rilegature e copertine che hanno il triplo dei tuoi anni. Ci sono libri da 50 pence, e ci sono libri da 270 sterline. Triplicate per cento, per mille, la sensazione che abitualmente provate, o voi che vivete di libri, nell’entrare in una normale libreria, all’IBS o alla Feltrinelli ad esempio, e avrete un’idea di come mi sono sentita io.

Ma Hay-on- Wye non è solo “libri”. Visitare la città e i suoi dintorni significa anche passeggiare e fare trekking lungo il Wye Riverside, o perdersi attraverso l’Offa’s Dike Path, con le sue antiche cattedrali, i castelli, i cavalli selvaggi, le pecore al pascolo, i sentieri lunghissimi. E’ ammirare il verde delle colline e il cielo in continuo mutamento nel Brecon Beacons National Park;  è scoprire le vetrine di antiquari e rilegatori, di pub come l’Old Black Lion, che ha più di quattrocento anni, e di cianfrusaglie tra le più eccentriche e bizzarre che mi sia mai capitato di vedere. Hay-on-Wye, Y Gelli in cymraeg ( gallese), è un borgo antico e pacifico che sa riservare delle sorprese, e che improvvisamente a maggio si riempie di macchine fotografiche, automobili, passaporti da tutto il mondo.  Compreso il mio.

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E altrettanto unico è stato partecipare agli eventi organizzati dall‘Hay Festival di quest’anno. Non sapete cos’è l’Hay Festival? Il corrispettivo in Italia probabilmente lo troviamo nel Salone del Libro di Torino.

Bill Clinton definì l’Hay Festival come il “Woodstock della mente”: un’ autentica kermesse letteraria e culturale immersa nel verde, con incontri e conferenze di autori e personalità tra le più conosciute, su un range di argomenti estremamente variegato. C’era ad esempio Kazuo Ishiguro a presentare The Buried Giant, il suo nuovo romanzo, capace di dividere in due lettori affezionati e critica; c’erano studenti e ricercatori di famose università, come Cambridge, a parlare di come il linguaggio dia forma alla personalità di ognuno di noi; c’era Alan Bennett, che ha parlato del suo breve romanzo ‘La Signora nel Furgone’, pubblicato nel 1999, già opera teatrale, ora  trasposta in un film di Nicholas Hytner, che vede la straordinaria Meggie Smith nei panni della scorbutica quanto straordinaria Miss Sheperd. C’erano Angie Sage, Chaterine Fisher, Neil Gaiman e Chris Riddel, che hanno discorso di storie vecchie e nuove. C’erano Stephen Fry e Jude Law per il famoso evento di lettura pubblica con testi tratti da Letters of Note.

C’erano laboratori di disegno e illustrazione per grandi e piccoli, scrittura e recitazione. C’erano storici e ambientalisti. E c’era Bear Grylls a parlare di sopravvivenza nelle situazioni più catastrofiche, come sempre.

Sul sito della BBC potrete vedere la programmazione di diverse interviste realizzate durante il festival. Se siete residenti nel Regno Unito potrete anche ascoltare alcune registrazioni.  Purtroppo non potrò raccontarvi nel dettaglio tutti gli eventi, ma ho scritto il resoconto di quelli a cui ho potuto/voluto partecipare, quelli che mi interessavano di più come lettrice e fan appasionata. Nei prossimi giorni quindi pubblicherò un articolo per ognuno dei seguenti appuntamenti :

26 maggio 2015, 4 p.m. : Angie Sage and Catherine Fisher – Starlight Stage – £ 5.00

29 maggio 2015, 11.30 a.m. : Neil Gaiman and Chris Riddel – Tata Tent – £9.00

29 maggio 2015, 8.30 p.m. : Neil Gaiman talks to Claire Armitstead – Telegraph Stage – £8.00

30 maggio 2015 7.00 p.m. : Amanda Palmer – Telegraph Stage – £8.00

IMG_20150530_152614IMG_20150528_173331autografo Angie Sage