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Una passeggiata nei boschi

10 Set

Anni fa, forse nell’estate che precedeva il mio primo anno di superiori, entrai nella piccola biblioteca di Silea, il paesino in cui vivo, in cerca di un fantasy con cui passare il mio tempo libero… Ricordo d’esserci andata in cerca di saghe piene di magia, creature fatate, lingue improbabili, bussole d’oro, tecnologia elfica, oro di leprecauni, bacchete, intrugli odorosi e  magari un po’ di burrobirra. La burrobirra era essenziale.

Invece scovai lui, per caso, con un meraviglioso orso su sfondo verde in copertina. Bill Bryson mi fece ridere come pochi, e mi portò con sé in un fantastico quanto divertentissimo viaggio attraverso l’Appalachian Trail.

Una Passeggiata Nei Boschi ha evocato in me per la prima volta la fatica e l’emozione del camminare per chilometri e chilometri in piena  immersione nella natura, facendomi desiderare di compiere il medesimo sforzo, la medesima follia. C’è gente che pensa che basti piantare una bandiera, imporre i propri confini e le proprie leggi per possedere la terra in cui si vive, ma per me esiste un solo modo di ”conquistarla”. Ed è scoprirla metro per metro, passo dopo passo. Semplicemente, camminando, osservando, ascoltando. Rispettando.

 

una passeggiata nei boschi

trama : L’Appalachian Trail: un sentiero di 3.400 chilometri che si snoda attraverso 14 Stati americani, dalla Georgia al Maine. Il sogno di tutti gli amanti della natura e dell’avventura. Ed è proprio in cerca di avventura che, all’età di 44 anni, Bill Bryson, in compagnia dell’amico Stephen Katz, si cimenta nell’impresa di percorrere a piedi il leggendario sentiero, senza la minima cognizione delle elementari norme di sopravvivenza nella natura selvaggia. L’avventura dei due cittadini si svolge all’insegna di una divertita incoscienza tra bufere di neve, nugoli di insetti, incontri con gli animali selvatici e con una sorprendente varietà di individui.

 

Quotes – Citazioni 

Prese da Goodreads, in inglese, perché il libro non l’ho comprato, (è nella mia wish list da secoli, ma siccome l’ho già letto do sempre la precedenza agli altri …Si, lo so che mi capite !). Quindi non troverete il numero di pagina, e la traduzione italiana è la mia, sapete chi incolpare se trovate inesattezze.  

“I know a man who drives 600 yards to work. I know a woman who gets in her car to go a quarter of a mile to a college gymnasium to walk on a treadmill, then complains passionately about the difficulty of finding a parking space. When I asked her once why she didn’t walk to the gym and do five minutes less on the treadmill, she looked at me as if I were being willfully provocative. ‘Because I have a program for the treadmill,’ she explained. ‘It records my distance and speed, and I can adjust it for degree of difficulty.’ It hadn’t occurred to me how thoughtlessly deficient nature is in this regard.”

“Conosco un uomo che guida 600 yard, (=548,64 metri), per andare a lavoro. Conosco una donna che sale in macchina per andare in palestra così da camminare su un tapis roulant, poi si lamenta appasionatamente per la difficoltà di trovare parcheggio. Quando una volta le ho chiesto perché non camminava fino alla palestra e faceva cinque minuti di meno sul tapis roulant, mi ha guardato come se stessi facendo volontariamente della provocazione : “Perché ho un programma per il tapis roulant” – mi ha spiegato. “Registra la mia distanza e la velocitàm e posso regolarlo per grado di difficoltà.” Non mi era occorso alla mente quanto la natura sia sconsideratamente carente a questo riguardo”.    

“Woods are not like other spaces. To begin with, they are cubic. Their trees surround you, loom over you, press in from all sides. Woods choke off views & leave you muddled and without bearings. They make you feel small & confused & vulnerable, like a small child lost in a crowd of strange legs. Stand in a desert or prairie & you know you are in a big space. Stand in the woods and you only sense it. They are vast, featureless nowhere. And they are alive.”

“I boschi non sono come gli altri luoghi. Per iniziare, sono cubici. I loro alberi ti circondano, incombono su di te, ti pressano da ogni parte. I boschi soffocano la vista e ti lasciano confuso e disorientato. Ti fanno sentire piccolo e confuso e vulnerabile, come un bambino piccolo perso in una folla di strane gambe. Stai in un deserto o in una prateria e sai di essere in un grande spazio. Stai nei boschi e puoi solo percepirlo. Loro sono vasti, da nessuna parte informi. E sono vivi.”

 

 

 

Proprio oggi ho scoperto che ne hanno fatto un film, diretto da Ken Kwapis e che cast !!! Emma Thompson, Robert Redford e Nick Nolte sono pronti a farci piangere dal ridere … Non vedo l’ora di guardarlo !  Vi lascio con il trailer, buona visione !  

 

 

 

 

Cosa ne pensate ? Avete già letto questo o altri libri della penna ironica e dissacrante che è Bill Bryson ? Ma soprattutto, chi mi accompagnerà al cinema !!?

 

 

 

 

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I’m reading (2)

21 Lug

THE PERKS OF BEING A WALLFLOWER / RAGAZZO DA PARETE 

by Sthephen Chbosky 

Profuma di nuovo … Non proprio, visto che è stato pubblicato nel 1999. Però è una specie di recente rivelazione per la sottoscritta :  l’ho scoperto solo grazie al fatto che a breve ne uscirà il film sceneggiato dal medesimo autore. Emma Watson, Longan Lermann, Nina Dobrev ed Ezra Miller sono le giovani stelle del cinema che interpreteranno Sam, Charlie, sua sorella, e Patrick.  Lo ammetto senza vergogna, questi volti, e il trailer accattivante, sono stati il vero motivo per cui ho deciso di prendere in prestito ”RAGAZZO DA PARETE” dalla biblioteca. Perché diciamocelo, il titolo così tradotto non ispira granché, e nemmeno l’estratto e la trama lasciano intendere fino in fondo la bellezza nascosta tra le pagine di questo volumetto di 272 pagine.  Sono a pagina 94 e già gli darei 5 stelle … ma non si può valutare un libro prima di averlo concluso, no ? Per ora mi limito a dire che alla faccia di qualche spiacevole recensione capitatami sott’occhio, mi sta piacendo da matti.  Questo libro per certi versi è diventato un cult, acclamato ovunque nei social network, è facilissimo inciampare in qualche citazione anche senza volerlo. Ma una citazione senza contesto risulta vuota di significato, quindi, se come me e molti altri avrete la fortuna di inciampare … andate a prendervi il libro, leggetelo. Leggetelo con la sensibilità che richiede, e lasciatevi commuovere, intristire, divertire, ma soprattutto intenerire.  Charlie ha un’anima meravigliosa e fragile, vi piacerà conoscerlo e farvi raccontare le sue storie.

Trama : Charlie, un adolescente introverso e riflessivo, affronta il primo anno di scuola delle superiori, in un turbinìo di emozioni, di prime volte, attraverso nuovi amici, eventi drammatici, la normale vita scolastica. Veniamo così catapultati nel gruppo di amici di Charlie, un gruppo di studenti dell’ultimo anno: Sam, la ragazza di cui è innamorato, Mary Elizabeth, che si invaghirà di lui, e soprattutto Patrick, il ragazzo gay che gli farà un po’ da fratello maggiore. Attraverso le parole di Charlie osserviamo le vicende di questo eterogeneo gruppetto, con i suoi momenti felici e i suoi segreti, ma il vero segreto lo conserva proprio Charlie… 

Curiosità sulla traduzione del titolo :

The Perks of Being a Wallflower in italiano può essere tradotto con ” I Vantaggi di Fare da Tappezzeria”  

” Fa da tappezzeria ”

[… ]

” Tu vedi delle cose. Non ne fai parola con nessuno. E riesci a capire le persone. ”

(pag. 74)

 

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