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Blog Tour Silvia Devitofrancesco – Lo Specchio del Tempo – Tappa III

3 Dic

silvia-devitofrancesco Lovingbooks vi condurrà in questa terza tappa del Blog Tour di Silvia Devitofrancesco. Continua il viaggio alla scoperta dei personaggi e dei luoghi de Lo Specchio del Tempo !

 

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TAPPA III

– I PERSONAGGI DI “IERI” : Herminia e Heinricus –

 

Nella sua introduzione a Lo Specchio del Tempo, Silvia Devitofrancesco definisce i confini della sua storia, dichiarando le due protagoniste speculari quali donne normali, “comuni, vissute in epoche lontane tra loro e con abitudini e stili di vita completamente differenti”.

Silvia dice :

“ogni persona il cui cuore batte ogni giorno è grande, anche se non ha ricevuto l’appellativo magnus. E’ grande per il semplice fatto che vivendo, è in grado di produrre storia”.

Questo mi ha molto colpito, e mi ha fatto riflettere sull’effettiva grandezza racchiusa in un personaggio  come quello di Herminia, la protagonista duecentesca, lo specchio riflesso dell’Erminia dei nostri giorni. Il contesto storico è quello che vede Federico II di Svevia muovere verso la sesta crociata. Siamo a Bari, nel 1227, e l’aria profuma già di guerra. La drammaticità della storia di Herminia è riassunta nella frase “ il destino di un individuo dipendeva dal suo sesso“.

Herminia è una giovane contessa, in balia di un padre molto severo; il rapporto tra loro è spezzato da un evento che ha irrimediabilmente compromesso la loro possibilità di essere felici insieme. La ragazza è vittima delle convenzioni sociali dell’epoca, costretta in una gabbia che pare costruita ad arte per contenerla. E’ questa sua stessa condizione di inferiorità e di apparente fragilità a renderla “grande”, quando inizia a muovere i primi passi controcorrente, sfidando i costumi, il suo stesso credo, il modus vivendi, e pretendendo dalla vita ciò che fino a quel momento le era stato negato : la libertà di amare chi si vuole, di applicare in un ambiente prettamente maschile le proprie conoscenze, la possibilità di lasciare il suo marchio nella Storia. Herminia, costretta in un giogo di situazioni e momenti drammatici, trova comunque la forza di alzare la testa e affrontare gli ostacoli che le si parano d’inanzi, arrivando alla scelta più estrema …

 

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Così come Herminia, anche frate Heinricus è costretto in un ruolo che non gli appartiene. Vorrebbe fuggire, ma il senso del dovere in lui è forte. In lui la dolce contessina vede due opposti che si amalgamano, la rigidità e la durezza da un lato, l’eleganza e la dedizione dall’altro. Il loro legame è un peccato ai loro stessi occhi, ma ciò che accade dopo lungo desistere appare inevitabile :

 I suoi occhi si avvicinarono ai miei. I nostri sguardi si rifletterono. Le nostre mani s’intrecciarono. Le nostre labbra si schiusero e gustammo l’uno il sapore dell’altra durante un surreale bacio. Il mio primo bacio. Il cuore batteva all’impazzata e avevo completamente perso la lucidità. Quando l’idillio terminò, sistemai i capelli fradici nel cappuccio, chiusi il mantello e senza dire una sola parola, rientrai nel convento attraversando la porta dalla quale eravamo usciti”

-LO SCRIPTORIUM-

Leggendo di questi due  vien da ripensare a certi versi di dantesca memoria :

…Galeotto fu il libro e chi lo scrisse, quel giorno più non vi leggemmo avante.”

I libri sono uno sfondo importante ne Lo Specchio del Tempo. In particolare, il manoscritto cui lavora Herminia su istruzione dell’abate, è un fondamentale anello di congiunzione tra le due storie parallele qui narrate. Lo Scriptorium, con i suoi codici manoscritti, è il luogo in cui la miccia si accende. Uno sguardo, uno sfioramento di mani, una promessa sempre rinnovata … gli ingredienti di antichi poemi riemergono prepotenti tra le pareti di questa stanza, fuggevoli istanti in mesi e mesi di duro lavoro di copiatura e trasmissione del sapere. Sembra quasi di sentire il frusciare dei sai e dei mantelli, il graffiare delle penne d’oca sui fascicoli, lo strusciare dei piedi sulla pietra, mentre i frati ed Hermina portano avanti il loro importante compito.

“Il mattino seguente l’abate mi accompagnò nello scriptorium. Si trovava nell’ala laterale dell’edificio, quello stesso corridoio dal quale l’abate era sbucato la sera prima bloccando la mia fuga. Ero avvolta nel mantello e avevo giurato mille volte che sarei rimasta muta. Seguii l’uomo in un religioso silenzio. Avevo ricevuto un’importante possibilità e non avrei tradito la fiducia che egli aveva riposto in me. L’abate aprì una pesante porta di legno e mi invitò a entrare. Rimasi di stucco : quella stanza era un paradiso. Dalle grandi finestre la luce del sole entrava perpendicolarmente e illuminava le pergamene e i leggii. Dal lato opposto della stanza, numerosi armaria contenevano i preziosi volumi, alcuni dei quali donati da mio padre. Questa mia attenta osservazione fu interrotta dall’abate, il quale mi mostrò un tavolo appartato.

<<Ecco, Herminia, quella sarà la vostra collocazione. Mi raccomando, non fatemi pentire>>

Sorrisi dolcemente. <<Non vi pentirete, signor abate>>

Il mio destino sarebbe stato quello di diventare un amanuense. Una donna amanuense, per la precisione.”

°§°

 

Spero che questa tappa vi sia piaciuta e abbia acceso la vostra curiosità ! A domani con Giacomo Ferraiuolo per l’intervista con Silvia Devitofrancesco !

Per partecipare al giveaway condividete, commentate e seguite i blog che ospitano le tappe. Cliccate qui : a Rafflecopter giveaway – per una copia ebook de Lo Specchio del Tempo ! E il 5 dicembre visitate Bosco Dei Sogni Fantastici 🙂 

 

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