Febbraio 2013 – La donna e la scimmia

Recensione del mese di febbraio 2013

La Donna e la scimmia

Kvinden og aben

Autore : Peter Høeg

 anno di pubblicazione : 1996

casa editrice : Mondadori, trad. di Bruno Berni (1997)

lingua : danese

trama : Madelene Mortensen è una giovane donna ricca, viziata, abituata a vivere in quel mondo particolare che l’alta borghesia e l’aristocrazia riserva ai suoi membri. Alcolizzata, con i nervi a pezzi e l’assenza di ogni volontà propositiva (…); nel suo mondo chiuso e monotono entra un giorno una scimmia, Erasmus,  portata nel loro giardino dal marito, Adam Burden, studioso di animali, da anni desideroso di ricoprire la carica di direttore del Nuovo Giardino Zoologico di Regent’s Park, e arrivata in Inghilterra sulla nave Arca, grazie all’opera di un gruppo di trafficanti di animali. Ma qualcosa incomincia a insospettire Madelene sulla vera identità di questo animale, non proprio una scimmia comune… Le sue ricerche la porteranno a scoprire alcune verità imbarazzanti per il marito e a instaurare con Erasmus un dialogo che si trasformerà presto in un rapporto più intenso e profondo. (…)Tra vicende quasi grottesche, alcuni colpi di scena e situazioni esasperate, in un crescendo di azioni sempre più serrate, il romanzo si conclude in un modo inaspettato …

[da : http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/009/cafelib.htm ]

Peter Høeg  ha uno stile davvero inconfondibile, che apprezzo molto, ma che ho trovato più aderente alla narrazione del suo capolavoro, Il Senso di Smilla per la neve.

Questa storia un po’ fantascientifica mi è piaciuta abbastanza : ci richiama a tematiche sempre attuali e di un certo interesse etico, come la tutela dell’ambiente e delle creature viventi, la concezione di evoluzionismo, il significato stesso della vita, e il ruolo della scienza in un mondo occidentale sempre più deprivato di valori e sentimenti. La narrazione riesce a essere venata di una comicità che definirei ‘cinematografica’ , ma che allo stesso tempo non ci fa dimenticare la tragicità insita nella vicenda. Il sorriso si alterna alla riflessione. Surreale ma affascinante, tratta con i contorni di una favola i problemi di una convivenza primordiale, quella tra uomo e animale … Anche con quell’animale che vive nella nostra testa, che fa parte di noi e ci contraddistingue.

Personalmente ho trovato il ritratto della protagonista dannatamente fastidioso nella la prima parte del romanzo. Non reagisce, si lascia trascinare dalla vita anche se molte cose non vanno vorrebbe,non come la protagonista ideale di un libro, ma come una donna qualunque e quindi apparentemente poco adatta a quel ruolo. E quando finalmente agisce è quasi troppo tardi, e lo fa con la grazia di una bambina che abbia appena imparato a camminare. Però alla fine fa qualcosa di dannatamente coraggioso e folle, esagerato in un modo che le si addice, e che le fa guadagnare punti. Qualcosa di spettacolare, che rende il libro stesso spettacolare. Si innamora di un amore che travalica la normalità e diventa meraviglia. L’evoluzione di questo personaggio da sola basta a farmi apprezzare il libro. Ma c’è molto di più !

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